Alla scoperta della meravigliosa Villa Medici nella Capitale

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La Francia a Roma; i francesi e il Pincio. Una sorta di sacro binomio, che nasce da una politica urbanistica lungimirante e tenace con la quale i nostri cugini d’Oltralpe, per secoli (dalla discesa di Carlo VIII nel 1494 al quinquennio napoleonico 1809-1815) perseguirono il disegno di fare propri i luoghi e gli edifici più prestigiosi di Roma, tra cui Villa Medici.

Eterea e bellissima, l’attuale accademia di Francia (divenuta tale nel 1803) troneggia sulla collina del Pincio. Alla stregua di un immenso attico sulla Città Eterna, essa si trova al di fuori del “pomoerium” (recinto sacro) della Roma antica, ma è inclusa all’interno delle mura Aureliane, costruite tra il 270 e il 273 d.C. Il complesso, placido e distaccato dai comuni mortali, offre scorci inimmaginabili, quasi topografici della città, ed è circondato da circa sette ettari di terreno, tra boschi e giardini all’italiana in cui è facile respirare un’aria di nobile rifugio, ma anche di antiche vicende. Infatti, nel luogo in cui sorge la villa, alla fine del periodo repubblicano Lucio Lucinio Lucullo (115-57 a.C.), generale romano che fu il favorito di Silla, fece collocare i suoi che doveva occupare l’intero sito, dalla via Salaria Vetus a Sud all’attuale passeggiata del Pincio a Nord. Plutarco ci racconta che vi riceveva Cicerone e Pompeo. 

Successivamente, durante il regno di Claudio, Valerio Asiatico, vi fece costruire un grande giardino terrazzato con un vasto ninfeo semcircolare che dominava l’attuale area di Trinità dei Monti, a sua volta sovrastato da un tempio dedicato alla Fortuna. Si sa che Messalina, moglie dell’imperatore Claudio, la quale ambiva a prendere possesso del luogo, accusò Valerio Asiatico di false accuse che lo condussero al suicidio, proprio nei giardini, nel 47 d.C. Qualche anno più tardi Messalina, finalmente appropriatasi del luogo, vi fu assassinata dai soldati incaricati da suo marito. Insomma la futura Villa Medici ne ha viste di tutti i colori! 

La villa continuò ad essere una proprietà imperiale fino all’epoca di Traiano, che gli preferì i giardini di Sallustio, situati sulla parte orientale del Pincio. Nel III secolo d.C., la tenuta fu occupata dalla famiglia patrizia degli Acili, e poi dei Pinci, da cui l’attuale nome della collina.

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