Antonio Ziantoni: astro nascente della cucina italiana

Da adolescente marina la scuola per andare a fare lo stage in un ristorante del suo paese, Vicovaro, al confine tra Lazio e Abruzzo.

Finché il padre non lo scopre e Antonio ammette di voler fare l’Alberghiero, perché solo in cucina sarebbe potuto essere felice. Oggi quel ragazzino ha viaggiato tanto, «il viaggio è una forma mentis», è stato in Nord Africa, Cina e Australia, in Francia da Georges Blanc e a Londra da Gordon Ramsay.

Poi decide che è il momento di tornare in Italia, per qualche anno è al Pagliaccio da Anthony Genovese e, infine, a maggio 2018 chef Antonio Ziantoni apre Zia Restaurant, a Trastevere, con la compagna Ida Proietti.

Talento indiscusso, piatti riconoscibili, «la Faraona d’autunno mi rende orgoglioso. Ben costruita e grintosa ma pulita, essenziale, la rimangio e dico “Vedi, è un grande piatto”». Così riconoscibili che la Guida Michelin per il 2021 gli assegna la prima stella. Ma Antonio, perché lui vuole che ci diamo del tu, è prima di tutto un uomo umile, mette il noi prima dell’io e riconosce che se un giorno il lavapiatti non c’è «andiamo tutti in pappa, perché siamo una squadra e senza i miei ragazzi non andrei da nessuna parte».

Il 25 novembre 2020 arriva “la notizia”. Oltre al premio Giovane Chef 2021, una stella si posa su Zia Restaurant. È il coronamento di un sogno? «Sì, il sogno nel cassetto. È un’emozione pazzesca, per noi il massimo riconoscimento: mi sono messo a piangere. Quando sei adolescente e fai la gavetta, la stella è quella cosa che leggi nei libri e dici “Chissà se un giorno…” e ti immedesimi in qualche superchef. Poi tocca a te e non ci credi. Io ancora non ci credo»

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