La penisola delle Eccellenze

Ha fatto sognare i tifosi del Milan con il suo calcio spettacolare e con le sue vittorie. E’ arrivato ad un passo dalla vittoria della coppa del Mondo. I suoi metodi, le sue idee, la sua intelligenza, ne fanno di certo uno degli allenatori italiani che in assoluto ha scritto la storia del pallone. Pressing a tutto campo, difesa a zona in linea per mandare gli avversari sistematicamente in fuorigioco e 4-4-2 come sistema base erano il suo credo. Con queste idee calcistiche, mutuate dal grande Ajax di Johan Cruijff, Arrigo Sacchi ha rivoluzionato il calcio italiano, rendendolo più europeo, ed è stato l’artefice del Grande Milan, dove è approdato nell’estate del 1987 dopo una lunga gavetta in panchina e una modesta carriera da calciatore dilettante. Vince praticamente tutto, soprattutto fuori dall’Italia: in quattro anni conquista uno Scudetto, una Supercoppa italiana, 2 Coppe dei Campioni, 2 Supercoppe europee e 2 Coppe Intercontinentali. Fioccano anche i premi individuali, con l’assegnazione per due stagioni consecutive del Seminatore d’Oro come miglior allenatore italiano. Poi però il rappporto con i big si incrina e nel 1991 c’è la separazione dai rossoneri. Ma a lui pensa la Federcalcio, che lo sceglie come nuovo Ct. azzurro dopo la fine dell’era Vicini. Con la Nazionale italiana però non riesce a ripetersi, ed è 2° ai Mondiali di USA ’94. Gli Azzurri sono battuti nella finale di Pasadena dal Brasile di Romario ai calci di rigore. Torna in rossonero, ma le cose sono cambiate e gli anni d’oro sono già alle spalle. Fa un’esperienza all’estero con l’Atletico Madrid, senza grandi risultati, chiusa con l’esonero. Il calcio gli causa problemi di salute e stress, così nel 1999 il tecnico delle grandi vittorie in rossonero annuncia il suo ritiro dal calcio. Ma nel 2001 ci ripensa e il 9 gennaio approda sulla panchina del Parma, salvo dimettersi già a fine mese e dare il suo addio definitivo alla carriera da allenatore. Va quindi a fare il Direttore dell’area tecnica per il Real Madrid, chiamato da Florentino Pérez, e ricopre questo ruolo per circa un anno. Per circa 3 anni ha lavorato infine con la FIGC come Coordinatore tecnico delle Nazionali giovanili azzurre. Stimato professionista, con le sue opinioni spesso taglienti ha spesso partecipato come opinionista a trasmissioni televisive, senza timore di esprimere opinioni anche dure sul Mondo del calcio. Nel 2011 è stato inserito nella Hall of Fame del Calcio italiano.