Bergamo tra arte, storia e modernità: un tour da non perdere

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Bergamo sarà la Capitale italiana della cultura 2023. Una città vibrante e moderna, un museo diffuso da scoprire girovagando senza fretta fra grandi piazze, eleganti portici, nuovi hub culturali, concept store e ristoranti gourmet.

Nonché tra straordinari tesori storici impreziositi da interventi artistici contemporanei.

Come la Vittoria Alata, splendida statua bronzea realizzata nel I secolo d.C. e ritrovata nel 1823, vera star della romanità, che dopo un restauro durato due anni si fa ammirare nel Capitolium, cuore del Parco archeologico di Brixia romana, in un allestimento creato per lei dall’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg.

Ci sono voluti invece nove anni di lavori per riaprire, nel 2018, la Pinacoteca Tosio Martinengo, che vanta una collezione di dipinti dal XIV al XIX secolo e capolavori di Rafaello, Hayez, Lotto, Canova e Moretto da Brescia (fino al 12 giugno ospita la mostra Donne nell’Arte).

Ma bastano poche centinaia di metri per passare dall’arte del passato a quella del presente.

Il Mo.Ca è un poliedrico centro culturale, incubatore di start up, ricavato dal Palazzo Martinengo Colleoni, l’ex tribunale cittadino. Un posto dove stanno insieme i giovani talenti del Ma.Co.F, centro ricerca storico-artistico della fotografia italiana, quelli della Residenza Idra, spazio per autori e interpreti di teatro e musica, e i nuovi artigiani di Makers Hub.

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