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Birra artigianale del Lazio una grande risorsa

La birra è una bevanda molto antica, la cui preparazione risale addirittura alle antiche popolazioni dei Sumeri e degli Egizi. La birra è ricca di composti antiossidanti, vitamine, minerali ed altri nutrienti essenziali che aiutano a migliorare il funzionamento di molti sistemi del nostro corpo. Inoltre contiene meno calorie rispetto ad altre bevande, come i succhi di frutta e i superalcolici, e i suoi effetti diuretici aiutano a favorire l’eliminazione dei liquidi trattenuti nei tessuti. Certo, i suoi effetti positivi si mostrano tali esclusivamente nell’ambito di uno stile di vita sano e di una dieta corretta.

Beer

La birra fatta in casa si distingue dalle birre industriali in quanto non contiene conservanti e non viene sottoposta al processo di pastorizzazione: questo permette di mantenere intatte tutte le proprietà organolettiche della birra, proprietà che hanno numerosi benefici per l’organismo, dimostrati da sempre più numerosi studi scientifici. La birra ha una composizione estremamente sana: vitamine, magnesio, potassio, silicio, acqua e altre sostanze benefiche provenienti dal luppolo, il quale e’, insieme al malto d’orzo, uno dei quattro ingredienti principali della birra.

Negli ultimi anni c’è stato un sempre maggior interesse da parte delle attività istituzionali a promuovere e valorizzare il made in Italy enogastronomico e in particolare alcuni settori strategici locali. Uno di questi, nel Lazio, è appunto quello della birra artigianale, un comparto in forte crescita con centinaia di aziende importanti sul territorio.

Dopo un lungo iter di approvazione iniziato nel 2018, lo scorso anno, nel 2020, è stata approvata all’unanimità la proposta di legge regionale sulla birra artigianale del Lazio, avente come primo firmatario il consigliere Daniele Giannini.

Keg of beer

La birra è un prodotto capace di creare occupazione, valorizzare il territorio, costruire identità e comunità e migliorare la salute delle persone, se consumato con moderazione.

Inoltre, nel caso della mescita e consumo presso l’impianto di produzione (naturalmente ecologico per assenza di emissioni inquinanti del trasporto), ha perfino la possibilità di alimentare gli animali da allevamento in un’ottica di multifunzionalità dell’azienda agricola e di ‘chiudere il cerchio’ della cosiddetta economia circolare.

“Ho cercato di favorire un interesse verso un settore ad alto valore aggiunto come quello brassicolo regionale che coniuga territorio, artigianalità, alta qualità, cultura e che era cresciuto disordinatamente negli anni; nel Lazio come nel resto d’Italia. La legge – spiega Giannini – rivolge la sua attenzione alle materie prime necessarie alla produzione, alla formazione specializzata degli addetti nelle fasi di lavorazione della birra, alla promozione attraverso fiere e attività informative, con fondi dedicati a rafforzare un settore che si è costruito con le sole sue forze che conta oltre 1000 addetti diretti”.

Snacks for beer

“Il Governo italiano – prosegue il consigliere regionale – quest’anno ha stanziato fondi pari a 3,5 mln di euro per il settore brassicolo, pertanto, a un anno di distanza dall’approvazione della legge regionale, ho intenzione di presentare quanto prima un emendamento per dare alle imprese del Lazio lo stesso interesse. La legge di stabilità vede una decurtazione pari quasi all’80% rispetto a quello che era lo stanziamento iniziale. Occorre quanto prima istituire il registro regionale dei birrifici del Lazio, già previsto nella normativa. C’è la necessità di costruzione del repertorio per la formazione riconosciuta e programmi di promozione e sostegni all’innovazione tecnologica degli impianti. Insomma ancora tanto, tantissimo c’è da fare per questo settore strategico. E non ci fermeremo qui”, conclude Giannini.

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