Burrata di Andria Igp: l’eccellenza di una Puglia da amare

Mozzarella Burrata cheese with Basil leaves. Black background. Top view

Una delizia. Un’eccellenza da assaggiare almeno una volta nella vita. Un vero piacere per chi ha la fortuna di avvicinare il proprio palato a questo tipico formaggio. Un vero capolavoro del patrimonio enogastronomico del Sud Italia.
Cos’è la burrata, vi starete chiedendo.
La burrata è un latticino tipico della Puglia, un formaggio fresco di latte vaccino a pasta filata, IGP di Adria, cittadina pugliese dove nasce questa deliziosa sfera bianca di mozzarella.
La sua forma ricorda tanto quella di un sacchettino di morbida pasta filata, che racchiude un ripieno cremoso, chiamato ”stracciatella”, ovvero pasta filata sfilacciata mista a panna.
Il suo peso va dai 100 ai 1000 grammi, è privo di crosta e la sua confezione è liscia e di colore bianco, il suo sapore invece è simile a quello del latte, ma più delicato all’esterno e più intenso e burroso il più vicino arriva al centro. L’impasto risulta così compatto e lucido all’esterno e morbidissimo all’interno. Il nome ”burrata” si riferisce al gusto del suo ripieno, ricco e burroso, non si pensi erroneamente che possa essere dovuto al fatto che durante la sua lavorazione si possono aggiungere grandi quantità di burro.
Solitamente viene venduta avvolta e legata con i gambi appassiti, un’erba che conferisce alla burrata una piacevole nota aromatica.

Le sue origini sono abbastanza recenti, anche se questo non gli ha impedito di entrare a far parte della tradizione culinaria del Sud Italia.
Nasce nel 1956, in Puglia, nella città di Andria, grazie al suo inventore: Lorenzo Bianchino, noto casaro locale.
Si narra che, durante quell’anno, a causa di una copiosa nevicata che rendeva molto difficoltoso il trasporto dei latticini, Bianchino decise di conservare la crema all’interno degli involucri delle mozzarelle, in modo che potessero essere trasportate dalla campagna alla città.

Da novembre 2016 la burrata di Andria ha ottenuto il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta (IGP) dall’Unione Europea. La sua produzione è consentita in tutta la regione.
Deve, ovviamente, seguire regole ben precise: il latte utilizzato per la sua produzione deve rispettare determinate caratteristiche organolettiche e anche le varie fasi della produzione sono rigorosamente regolamentate.

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