la penisola delle Eccellenze

Fra i diversi formati siciliani conosciuti in tutto il mondo troviamo certamente le busiate, nate e diffuse principalmente nella provincia di Trapani. Si tratta di una pasta molto antica ed amata, dalle origini particolarmente umili, prodotta unendo la farina di grano duro coltivato sull’isola all’ acqua. L’impasto viene poi tagliato in formelle, trafilate ed essiccate lentamente a basse temperature.

Il nome busiate deriva dalla relativa forma attorcigliata: in passato, le strisce di pasta venivano arrotolate su un ramo di “buso”, fusto di una pianta detta “ampelodesmo”, graminacea tipica dei terreni aridi mediterranei.

Secondo diversi studiosi di storia locale, le prime attestazioni di questa specialità sicula sono databili al X secolo d.C., già prima dell’anno mille. Con il tempo, si cominciò a produrre la pasta usando degli utensili di bronzo, che per analogia, assunsero anche loro la denominazione di “busi”. Le particolarità delle busiate sono senza dubbio consistenza e predisposizione ai condimenti mediamente densi. La trafilatura regala loro una superficie rugosa, porosa e ruvida, ottima per la cottura e perfetta per trattenere a sé ogni genere di preparato.

Di norma, la tradizione della cucina siciliana occidentale vuole che le busiate vengano associate con il pesto alla trapanese. Si tratta di una ricetta storica, preparata del tutto a crudo, pestando aglio, mandorle e basilico, da unire all’olio extravergine d’oliva. Ma non è tutto: fra mille salse, ragù e sughi tradizionali, è possibile trovare questa pasta associata al pizzutello (pomodoro fresco locale), unito a verdure (melanzane o zucchine fritte) o a pesci come il ritorndo, la menola, il cicerello.