la penisola delle eccellenze

Un labirinto di vicoli e stradine, interrotto da piazze tipiche calabresi, questo è Caccuri, il medievale Caccurio (in latino Caccurius), il cui nome deriva da “cacumina”, cioè la vetta su cui sorge il borgo.

Uno sperone che si spinge verso la riva sinistra del fiume Neto, tra l’altopiano della Sila e il mare Ionio. E’ qui che i bizantini nel VI secolo scelsero di costruire un insediamento, così da avere il controllo sulle rotte di mare e di terra. Quell’insediamento oggi è diventato Caccuri, i cui vicoli conducono verso il castello Barracco (per molto tempo proprietà dei Cavalcanti), che domina le case e dal quale si gode un meraviglioso panorama sugli ulivi che coprono la valle.

Un castello passato di mano per varie famiglie nobiliari e che oggi contiene sale magnifiche, arredi e suppellettili pregiati, nonostante sia in parte abbandonato. A svettare insieme al castello feudale anche la cappella palatina dedicata a Santa Barbara e la torre Mastrigli, merlata e di foggia medievale, realizzata per nascondere un serbatoio d’acqua. Scendendo dal castello, vale la pena visitare il complesso della badia di Santa Maria del Soccorso (parte dell’antico convento domenicano realizzato con il contributo dei feudatari locali), la chiesa di Santa Maria della Grazie e la villa comunale con il suo parco di rocce calcaree. Tutte le attrazioni fin qui citate ne fanno uno dei borghi più antichi dell’Alto Crotonese. Non è un caso infatti che il suo centro storico diventi teatro ad agosto della Festa Medievale, durante la quale gli abitanti si vestono con costumi d’epoca e rievocano le proprie tradizioni, una manifestazione diventata negli anni motivo di orgoglio per la cittadinanza. Durante la festa le vie si rianimano con il teatro storico, musiche medievali, combattimenti, bancarelle a tema e specialità enogastronomiche. E’ il momento perfetto per assaggiare i sapori della tradizione culinaria calabrese, come il calzone con la sardella, una salsa di bianchetti e peperoncino piccante. Sono radici profonde, quelle di Caccuri, radici che vale la pena vivere e scoprire.

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