La penisola delle Eccellenze

Dieci anni fa, con la proclamazione delle Dolomiti a Patrimonio Mondiale dell’Umanità, la Regione del Cadore, nella parte veneta, ha avuto una inevitabile e straordinaria promozione cultura ed economica mai avuta prima. Un presente e un futuro dove l’economia è sempre più legata al turismo e allo sport, e non parliamo solo dei tanti campionati sportivi invernali e dei prossimi giochi olimpici che vedranno Cortina protagonista nel 2026.
La parola d’ordine per costruire un “domani” sempre più roseo dal punto di vista della qualità turistica è una sola: perché se le bellezze incontaminate delle montagne del Cadore sono uno spettacolo naturale innegabile, rappresentano anche un patrimonio da tutelare e salvaguardare. Per tanto quelli che verranno dovranno essere dei Giochi Invernali straordinari come afflusso di pubblico, appassionati sportivi e non, nel segno di un concept fondamentale: la sostenibilità del territorio.

Comincia così, da questo 2021, una forte campagna di sensibilizzazione dove le località del Cadore, tutte interessate dall’indotto economico dei futuri giochi invernali, possano incarnare in qualche modo, straordinariamente, quello che tutti i patrimoni Unesco rappresentano. Ovvero quei valori assoluti di universalità e bellezza che le Dolomiti incarnano.

Nel concreto, però, tutti, devono contribuire affinché questo spettacolo naturale rimanga meraviglioso.

Nel dettaglio e nella concretezza, questa enunciazione non si traduce in nessuna proposta di radicale intervento sul fronte delle produzioni e dei consumi ambientalmente rilevanti nel territorio dolomitico, e soprattutto della degenerazione ambientale da plastiche e microplastiche sintetiche e della loro devastante dispersione. Anche quest’anno, con le piene stagionali, i fiumi dei versanti Dolomitici del Cadore raccoglieranno e scaricheranno a mare duecentomila tonnellate di plastica. Il solo Piave, anticamente sacro alla Patria e le cui rive sono disseminate da discariche, ne butta a mare ottantamila tonnellate.

Nonostante la raccolta differenziata praticata con assiduità nelle valli del Cadore, la pressione della plastica prodotta e utilizzata deborda qualsiasi possibilità di raccolta e riciclo. Le plastiche si disperdono a partire dalla loro lavorazione, si disperdono già nel processo di produzione, si disperdono nelle acque, nei cieli e nella terra, a brandelli, pezzi interi, granuli o microparticelle e poi si disperdono perché concepite per disperdersi, per essere gettate dopo l’uso anche se durano mille anni. Le montagne del Cadore e le sue genti vantano dei primati ambientalisti notevoli, come la produzione dell’energia più pulita del pianeta, il controllo diffuso delle risorse naturali, la valorizzazione dei beni comuni, la caparbia difesa del suolo.

E’ da questi valori che si deve partire tutti insieme per costruire un futuro e un presente degni di un territorio che è patrimonio Unesco.

La Campagna promossa dalla Regione vuole quindi tutelare e sensibilizzare i cittadini: “Dolomitic Plastic Free” si chiama così il progetto sostenuto anche da Greenpeace. Affinché nel tempo si preservi la bellezza, la cultura, e si incrementino le potenzialità turistiche ed economiche di un territorio straordinario.