la penisola delle Eccellenze

Di Matteo Gerardi

La Cantina Emanuele Ranchella si trova a Grottaferrata, con sede in via Campi di Annibale 69 – https://www.emanueleranchella.it/

I 15 ettari di vigneti aziendali sono dislocati in zone diverse, in parte lungo la via Anagnina, nei pressi delle catacombe Ad Decimum, in parte in località Valle Marciana, lungo le rive di un ex bacino lacustre oggi prosciugato.

La storia

La storia della famiglia Ranchella ha oltre 150 anni: furono chiamati a Grottaferrata dalle Marche come coloni, dallo stato Pontificio, per popolare il neonato comune nel 1857. Si dedicarono fin da subito alla produzione di vino e in poco tempo divennero dei produttori molto stimati per la qualità dei loro prodotti, tanto da divenire fornitori ufficiali della guardia svizzera pontificia.

Il filo conduttore con la loro terra di origine non è mai stato tagliato. Infatti all’interno della loro azienda, un posto di primo piano è ricoperto dal Trebbiano Verde, un clone del rinomato Verdicchio marchigiano. Questa varietà era molto presente nella zona dei Castelli Romani a tal punto da essere considerata endemica, fino all’arrivo della fillossera che distrusse gran parte dei vigneti presenti. Le scelte di mercato del secondo dopoguerra, indirizzate verso una produzione massiva, penalizzarono ulteriormente questo vitigno, che fu in gran parte espiantato per far spazio a piante più produttive come la Malvasia di Candia.

I Ranchella, però, non abbandonarono mai l’abitudine di coltivarlo, forti del legame cosi stretto con un vitigno simbolo della loro terra. Tanto che l’attuale erede e titolare dell’azienda, Emanuele, lo ha ritrovato casualmente 15 anni fa in un vigneto di famiglia di 90 anni.

Oggi

Oggi il Trebbiano Verde sta pian piano ritrovando il posto che merita nel grande panorama vitivinicolo dei Castelli. La cantina Ranchella è stata recentemente premiata con i 5 e 4 grappoli bibenda, a testimonianza della qualità molto elevata dei suoi prodotti.

Il Trebbiano Verde è proposto in due versioni: il Virdis (Trebbiano Verde in purezza, insignito dei 5 grappoli 2021 per l’annata 2018) e L’AD Decimum, Doc Roma Classico Bianco (un blend di Malvasia Puntinata, Trebbiano Verde e Trebbiano Giallo, che ha guadagnato i 4 grappoli nel millesimo 2017).

I vini prodotti

Virdis 2019

Nel calice si distingue per un colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Al naso note vegetali e sentori agrumati non mancano i richiami a profumi iodati. Al palato è molto fresco, abbastanza sapido. Corpo esile, media la persistenza.

Ad Decimum 2018

Nel calice mostra un colore giallo paglierino di carica più intensa. L’analisi olfattiva rivela subito sentori di menta e liquirizia, poi, agrume, salvia e fiori bianchi. Anche qui freschezza molto viva e sapidità presente. Il corpo è più robusto, la persistenza più lunga.

Entrambi prodotti di ottima qualità, la scelta di privilegiare l’uno o l’altro va fatta in base alla pietanza che intendiamo mangiare. Il Virdis può essere sicuramente abbinato a piatti meno ‘impegnativi’ a livello gustativo, mentre l’Ad Decimum può accompagnare pietanze più strutturate.

Il rapporto qualità prezzo per entrambi è da 10+

L’accoglienza

La cantina di Emanuele Ranchella è una di quelle che vale assolutamente la pena visitare. Molto suggestiva è anche la grotta scavata a mano nel tufo alla metà del 1800.

Grazie ad un’attenta analisi visiva delle pareti, è possibile anche notare sulle sue pareti le stratificazioni frutto delle diverse eruzioni del vulcano Laziale, che si sono avvicendate nel corso dei millenni.

Per gli appassionati di archeologia, è possibile chiedere ad Emanuele un tour delle sue vigne, durante il quale potrete ammirare anche le grotte romane del I secolo a.C., che sono parte di resti di un’antica domus appartenuta al Console Opimiano, presenti nei vigneti che si trovano a due passi dalle catacombe cristiane di A.D Decimum, omonime del suo vino.

Dettaglio, non di poco conto, è che da Emanuele Ranchella ospitalità e gentilezza sono sempre di casa.