la penisola delle eccellenze

Il cappero (Capparis spinosa) è un piccolo arbusto ramificato a portamento prostrato-ricadente diffuso nel Mediterraneo da tempo immemorabile. 

La pianta consumerà i germogli chiamati capperi, e più raramente il frutto, noto come cucunci. 

In Sicilia la pianta si è diffusa nella zona costiera in prossimità degli scogli e delle gole marine. 

Molto famosi per la sua qualità e tradizione sono i Capperi delle Isole Eolie e i Capperi di Pantelleria, dove il cappero è parte integrante del paesaggio. La raccolta dura da fine maggio ad agosto. Il cappero raccoglie piccoli boccioli di fiori. 

I capperi sono caratterizzati da compattezza, sapidità e consistenza. Da segnalare anche la quasi totale assenza di trattamenti con pesticidi o concimi chimici, garanzia di assoluta genuinità del prodotto.

Ad essere chiamati Capperi sono i boccioli dei fiori dell’omonima pianta. 

Dopo la raccolta, vengono preparati per la conservazione ad uso culinario. 

In cucina i capperi sono usati per insaporire vari piatti e in genere sono un ottimo condimento per la pasta. Utilizzati nella cucina siciliana in diverse preparazioni, i capperi si sposano bene con una semplice salsa di pomodoro e basilico, la classica caponata, con piatti di pesce. Si usano anche sulla pizza.

Staccate dalle gemme della pianta del cappero quando non sono ancora aperte, un gambo di 2 mm. 

Lavateli bene, scolateli e fateli asciugare su un canovaccio pulito. Quindi versare sul fondo di un barattolo di vetro o di coccio uno strato di sale e uno di capperi, alternandoli in modo da raggiungere la sommità del vaso. 

Chiudere e conservare in luogo asciutto per la conservazione (il cappero sotto sale si conserva fino a due o tre anni). Dopo circa un mese sono pronte per il consumo. Un trucco unico: ricordatevi di sciacquare i capperi che estrarranno dal barattolo prima di mangiarli, per togliere il sale in eccesso.

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