la penisola delle eccellenze

Il riso italiano da risotto è per eccellenza il Carnaroli. Chicco grande, capacità di assorbire al meglio il condimento, sia freddo che caldo, straordinaria tenuta rispetto al calore, sia che si vuole tostate a secco che con un grasso.

Il Carnaroli è figlio di due terre straordinarie: il novarese e il vercellese. Ma negli ultimi anni hanno incredibilmente ripreso la sua coltivazione anche Sicilia e Calabria, rispettivamente nella provincia di Enna e nella piana di Sibari.

La sua quantità di amido, la più elevata tra i tipo di riso, lo rende perfetto per i risotti d’autore.

Il granello lavorato del Carnaroli è uno dei più grandi tra quelli in coltivazione.

Presenta caratteristiche culinarie così eccellenti da essere apprezzate anche ad alti livelli di ristorazione: del buon Carnaroli non manca mai nelle dispense degli Chef!

Perché lo si considera uno dei migliori risi italiani?

Innanzitutto è eccellente per la tenuta in cottura di qualsiasi preparazione; per questo è l’ideale per realizzare risotti pregiati e piatti speciali regionali.

Inoltre le caratteristiche del suo granello consentono di amalgamare ed esaltare i sapori del piatto, mantenendone un’eccellente consistenza anche quando la preparazione non viene consumata appena pronta o viene conservata in frigorifero.

Questo è particolarmente utile quando si prepara il famoso “risotto al salto”, una ricetta di origine lombarda che trasforma il riso avanzato dal giorno prima in un delizioso, nuovo piatto: il riso viene schiacciato e compattato in una forma a disco e fritto nel burro fino ad ottenere una crosticina croccante e saporita.

Insomma, il riso Carnaroli è buono e versatile a tal punto da essere impiegato nell’alta cucina, così come nella cucina di recupero. Il risultato eccellente in ogni caso è sempre garantito!

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