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Cavolfiori e broccoli: l’orto italiano si colora di sapori

Varietà, forme, colori e sapori. Il mondo delle Crucifere, oppure Brassicaceae, è sconfinato: broccoli, cavoli, cavolfiori, rape e altri ortaggi a foglia verde.

Apprezzati in quasi tutto il mondo, sono ricchissimi di vitamine, minerali, proteine e, secondo la comunità scientifi – ca, di proprietà antitumorali.

Eppure la famiglia dei broccoli ha qualche “nemico”. C’è chi non gradisce il loro sapore, chi non li digerisce e chi non riesce neppure a sopportarne l’odore.

Insomma, o li si ama o li si odia. In Italia le varietà più consumate sono senza dubbio il cavolfiore e il broccolo.

Qualcuno tende a confonderli, ma in realtà sono abbastanza riconoscibili. Il primo è un vero e proprio fiore, solitamente di colore bianco (è possibile trovarlo anche viola, verde o arancione). Il broccolo, invece, è un peduncolo verde che si apre in tanti boccioli. Molto apprezzati anche i cavoli nelle sue molteplici varianti: dai cavoletti di Bruxelles, alle cime di rapa fino al cavolo “kale”, molto usato negli Stati Uniti. Tornando in Italia, ogni regione ha il suo cavolo e, soprattutto, la sua ricetta. In Lombardia non c’è cassoeula senza verza (e maiale) e in Toscana non c’è ribollita senza cavolo nero invernale, mentre la Puglia e buona parte del Sud Italia sono il regno delle cime di rapa (e delle orecchiette) e dei broccoletti.

Negli ultimi tempi, ai tradizionali prodotti, che da sempre siamo abituati a vedere sulle nostre tavole, se ne stanno aggiungendo di nuovi come il cavolo cinese (Bok Choi o Pak Choi), amaro e da preparare in padella, e, per gli amanti dei gusti forti, il Kimchi, specialità coreana a base di cavolo fermentato in salamoia con un mix di ortaggi e spezie piccanti. 

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