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Cedro: perla di Calabria, eccellenza per la pasticceria nostrana

Il Cedro – Citrus Medica – è un frutto ricco di virtù. Affonda le sue origini in tempi antichissimi: è citato nella Bibbia e nei testi più remoti di cucina, anche Celio Apicio lo riporta in qualche ricetta nel suo “De re coquinaria IV”.

Nella simbologia della cultura ebraica trova la sua massima espressione allegorica. Il Cedro è considerato uno delle quattro specie vegetali da usarsi durante la festa di sukkoth, delle Capanne.

In estate i rabbini arrivano da ogni parte del mondo per raccogliere con i contadini delle cedriere calabresi i frutti più belli.

La nostra produzione nazionale proviene quasi tutta dalla zona dell’alto tirreno Cosentino: la Riviera dei Cedri.

Il cedro si presenta in forma ovale allungata, arriva a pesare 3/4 kg, la buccia spessa e rugosa è di colore verde brillante che tende a diventare di colore giallo verso il raccolto.

Certamente più conosciuto per i suoi saporitissimi liquori e infusi, ricavati dalla scorza ricca di essenza citrina.

La maggior parte della produzione è indirizzata alla salamoiatura e canditura. I cuochi italiani si innamorano nel vedere l’intera scorza candita in controluce, si nota la purezza del frutto.

È impiegato anche nella realizzazione delle marmellate, delle conserve, dei gelati, delle granite, delle bibite e nella cucina tipica per ricette leggere e saporite.

In un tiramisù alle fragoline di bosco, si può estrarre un olio al cedro per donare una nota amarognola e bilanciare la dolcezza del piatto con profumo agrumato inconfondibile.

Perla della nostra produzione dolciaria, lo troveremo presto sulle tavole nelle colombe, così come è presente costantemente nella scuola dei panettoni.

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