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Cortina e la sua anima eternamente vip: ecco perché negli anni è diventata la meta dell’élite politica e culturale

Dalle Olimpiadi del 1956, trasmesse per la prima volta in TV, che proiettarono Cortina nell’empireo delle mete di vacanza invernali, ai Mondiali di sci che si terranno nel 2021.

In mezzo, solo l’eccellenza della montagna. A cominciare proprio dalle Dolomiti, che qui sono più chiare, sfumate, monumentali e scultoree che altrove.

E con le loro vette, tra cui i tremila delle Tofane, del Cristallo e della Croda Rossa, fanno da quinta scenografica a una conca dalla forma quasi perfetta.

Prediletta dall’aristocrazia e dall’élite economica, politica e culturale, che dal secondo dopoguerra ne ha animato i salotti contribuendo al mito della Dolce Vita, la valle ampezzana non è soltanto regina degli sport invernali, ma anche e soprattutto di ospitalità.

Tanto da far parte, unica località italiana, della prestigiosa associazione Best of the Alps, marchio di qualità internazionale che riunisce i dodici paesi più famosi ed esclusivi dell’intero arco alpino.

E se i Giochi Olimpici hanno fatto da motore al suo sviluppo, sono stati poi re e regine, industriali, attori e personaggi dello showbiz a consacrarne la fama internazionale e il glamour.

Che hanno portato a Cortina anche molti protagonisti della cultura, da Indro Montanelli a Dino Buzzati, da Gofredo Parise a Fernanda Pivano, che proprio qui incontrò Ernest Hemingway. Lo scrittore americano alloggiava al Posta, dove era solito soggiornare in una camera al primo piano.

Oggi la stessa stanza, con gli arredi originali, porta il suo nome e fa parte del pedigree dell’Hotel de la Poste, storico albergo gestito da oltre due secoli dalla famiglia Manaigo, che annovera tra i suoi ospiti anche Hussein di Giordania e i reali di Svezia.

Il suo successo è andato di pari passo con quello del suo mitico “Bar”, regno da oltre cinquant’anni di Antonio Di Franco e frequentato dall’aperitivo al dopo cena, un tempo ino all’alba, da artisti e da intellettuali.

Sul fronte del gusto la sfida è lanciata da un altro simbolo ampezzano, il cinque stelle lusso Cristallo, che propone cene realizzate a quattro mani dallo chef Fabrizio Albini con i maggiori colleghi stellati d’Italia.

E per i più avventurosi, colazione in elicottero sorvolando il paesaggio spettacolare di Passo Giau o cena tra le stelle nella singolare location della funivia Faloria, a oltre duemila metri di altezza. Inaugurato nel 1901 e oggi completamente rinnovato, al Cristallo Hotel Spa & Golf hanno soggiornato Amedeo d’Aosta e Umberto di Savoia, Arthur Rubinstein e Vladimir Nabokov. Dalle due Presidential suite, veri e propri appartamenti con butler service e hammam privato, si sono fatti incantare persino Frank Sinatra, Peter Sellers e Tina Turner.

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