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Cresce in Italia “la vacanza culturale”: sempre più persone scelgono musei, mostre e percorsi artistici e storici, tra passato e presente.

Andare per mostre è la vera, grande e forse unica tendenza trasversale di questi ultimi anni.

Sostenuta da banche, assicurazioni, fondazioni della moda, sempre più bisognosa di attività valorizzanti alle quali collegarsi per mantenere alta l’attenzione e qualiicare il desiderio di acquisto, la cultura va infatti trasformandosi nell’ultimo bene di consumo, com’è evidente anche dall’evoluzione degli allestimenti, in cui le opere diventano non di rado sussidiarie rispetto all’esperienza e alla cosiddetta “full immersion experience” in cui il visitatore viene esposto al pensiero e alla vita dell’artista in un’atmosfera di suoni, luci, voci, fra dipinti e sculture riprodotte in grande formato su muri o superici rilettenti.

Talvolta, come per l’esposizione dedicata a Chagall alla Permanente di Milano, alle riproduzioni si accompagnano spettacoli e recital ad hoc.

I visitatori riprendono diligenti ogni esperienza con lo smartphone, la postano, la commentano, la moltiplicano.

In queste mostre, l’importante è innanzitutto esserci o meglio ancora partecipare all’inaugurazione. Io c’ero. Per Klimt come per Boldini, per Mirò come per Caravaggio.

Folle per le mostre dedicate alla moda, entusiasmi per i gioielli disegnati da Gianfranco Ferré a Palazzo madama, file interminabili a Palazzo dei Diamanti, a Ferrara, perfino all’apertura dell’esposizione dedicata al pittore barocco Carlo Bononi, finora noto solo agli specialisti.

Dunque? La cultura è diventata entertainment. Ed è una fantastica notizia.

Le statistiche indicano che anche nel settore del turismo culturale il nord batte il sud Italia, grazie alle città di Milano e Venezia, rispettivamente al secondo e terzo posto della classifica. Seguono poi Firenze e Napoli.

Il nostro paese è disseminato di bellezze naturalistiche, artistiche e culturali e sono proprio queste ultime ad attirare il maggior numero di turisti. I numeri parlano chiaro: nel 2017 è stata registrata una percentuale di crescita di oltre il 6% in termini di arrivi e presenze, in confronto al 2016. Inoltre alla fine del 2017 i dati affermano che gli stranieri diretti nei siti culturali sono stati circa del 3% in più rispetto all’anno precedente. C’è stato quindi un notevole aumento dei visitatori nelle principali città d’arte, con un incremento degli introiti legati al turismo culturale. Nel 2017 la principale motivazione che ha spinto gli italiani a muoversi è stato dunque il desiderio di recarsi nei musei, nei siti archeologici, per vedere opere d’arte e monumenti. A dispetto della tanto conclamata crisi, dunque, il motore dell’economia spinto dal turismo culturale non conosce recessione.

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