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Cresce la ristorazione italiana: siamo i primi al mondo per le quattro C: Cultura, Competenza, Capacità, Conoscenza

Il mondo della ristorazione italiana è un business per chi riesce davvero a renderlo tale. Ci vuole esperienza, studio, talento, non si improvvisa. Occorre ritenere, non a torto, che qualsiasi attività raggiunga un valido risultato, nell’esogente contesto italiano, con il fattore C: Cultura, Competenza, Capacità e Conoscenza del settore e dei suoi prodotti.

Il talento non basta. Cucinare è un gesto quotidiano per molti, per altri pare sia il solo modo di cavalcare un’opportunità in un preciso periodo storico.

Sbagliato. È come pensare di diventare un campione di calcio, solo perché giochi due volte alla settimana al campetto con gli amici. Oltre al talento ci vogliono impegno, professionalità e disciplina.

Il design di un ristorante è il suo bigliettino da visita. È la scenografia del viaggio culinario che stiamo per percorrere quando ci sediamo a tavola, il piedistallo su cui viene posata ogni creazione dello chef.

Esalta il gusto di ogni ingrediente, facendoci pregustare il prossimo piatto.

Un locale con stili diversi tra cucina e sala ci porta a fare voli pindarici che nella nostra mente confondono il ricordo di questa esperienza: è più buono il cibo o è più bello il ristorante?

Allo stesso modo la cura nella preparazione di una location, la scelta di un particolare allestimento apre la mente all’immaginazione e l’aspettativa per ciò che lo chef ci proporrà.

Un buon ristorante deve saper mescolare la qualità del cibo, delle materie prime, a un’adeguata atmosfera. Deve essere un luogo dove posso sentirmi accolto, rilassarmi e sentirmi coccolato.

Ed è per questo che la ristorazione italiana continua a crescere, offrendo al suo pubblico quelle emozioni che ti spingono a pensare che ne è valsa davvero la pena di uscire di casa.

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