la penisola delle Eccellenze

L’amore di Alberto Sordi per gli animali lo ha accompagnato tutta la vita. È lui stesso a scriverlo nero su bianco all’interno di un capitolo del suo libro autobiografico Storia di un commediante.

«Non sono animalista, ma gli animali suscitano in me una grande tenerezza. Dipendono da noi e non hanno la parola, per cui non possono protestare, difendersi o mandare al diavolo qualcuno. I più sono a servizio dell’uomo e l’uomo che fa per compensarli? Li tortura, li usa e quando non servono più li ammazza».

Da piccolo si era affezionato ad un gatto randagio di nome Mimmino particolarmente legato al padre di Alberto, ma una volta cresciuto ha aperto la sua casa e il suo cuore ai cani.

Il Basset hound era la sua razza preferita. Ne aveva uno che non riusciva a non stargli sempre in braccio, racconta sempre all’interno del suo libro.

Nel corso della sua esistenza l’attore ha convissuto felicemente con 18 cani. Tutti tenuti rigorosamente in casa e con la massima libertà: dal letto al divano, ogni angolo della sua dimora era anche la loro.

L’Albertone nazionale

Insieme agli illustri colleghi Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e non solo, Alberto Sordi è tra gli attori più importanti del panorama cinematografico italiano.

Con circa 200 film, l’interprete e regista, nato e morto nella sua amata Roma, è l’immagine dell’italiano estroverso e pieno di vita.