Dai sacchetti per i gioielli alla moda intima femminile: scopriamo il raso, eleganza e cultura dei tessuti italiani

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Ci sono tessuti, nella storia della moda e dell’artigianato italiano, che rappresentano al meglio la nostra classe, il nostro stile, la nostra cultura nel design e nel confezionamento. Ne sono testimonianza i nostri stilisti: da sempre la moda italiana è tendenza, è eccellenza assoluta. Parliamo di materiali, della base, della materia prima la cui scelta, così come accade in cucina è fondamentatale.
Parliamo del raso, simbolo di delicatezza e raffinatezza della nostra Italia da Vivere. Oggi il raso è usato principalmente nell’abbigliamento – per i capi di lingerie femminile e gli abiti da sposa -, mentre nella moda maschile è usato per i rever degli smoking. Si usa per confezionare abiti eleganti, ma non solo. Il raso si usa per le camicie da notte, le camicette, le cravatte, gli abiti formali, i vestiti da sera e le lenzuola. È utilizzato nel settore dell’interior design, dell’arredamento e nel packaging di tessuto, per dare un aspetto elegante agli oggetti che si vogliono proteggere – ad esempio si può usare un sacchetto in raso per conservare i gioielli e deporlo nel portagioie, oppure una cover per la camicia appena acquistata da riporre nell’armadio – o per creare un’elegante confezione regalo. Il raso è un’armatura, cioè un modo in cui si può tessere una stoffa: un intreccio a prevalenza ordito con punti di legatura a trame rade e disposte secondo un ordine regolare, non consecutivo.
Le più comuni versioni di raso hanno un rapporto d’armatura regolare sviluppato su 5 o 8 fili. C’è il raso duchessa, il più comune, che ha un rapporto di armatura regolare, cioè sviluppato su 8 fili, ed è anche detto raso cinese. È un tessuto molto lucido e pesante al tatto, ma non scivoloso. Ci sono poi quelli con intrecci irregolari, come il raso turco che ha un rapporto di quattro fili, il raso regina a sei fili e il raso meraviglioso a sette. Ci sono poi i rasi con rapporti più ampi, da sette, nove, dodici sedici e ventiquattro fili che sono poco usati.
Il processo di lavorazione – l’intreccio – varia in base al tipo di fibra che si impiega: viene usata soprattutto la seta, ma il raso si può ottenere anche con delle fibre artificiali, come il rayon (molto simile alla seta per proprietà di bellezza e brillantezza) oppure con tessuti sintetici come il poliestere.
Se si lavora con una fibra del tutto naturale, come ad esempio il cotone, il processo di tessitura del raso è più difficile perché la fibra deve subire la particolare lavorazione della calandratura, che consiste nel far passare il tessuto fra un rullo riscaldato e un manicotto di feltro per comprimerlo. È questo processo che che conferisce al raso il tipico aspetto lucido. Esistono anche tessuti realizzati in seta chimica che servono per decori e fodere. Ma è con la seta che si può ottenere un raso molto morbido e liscio.

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