la penisola delle Eccellenze

Elena Pagani, lombarda di nascita, emiliana di formazione, siciliana di adozione, vive a Palermo dal 1983, dove ha attinto esperienze artistiche che hanno lasciato una traccia importante nel suo viaggio attraverso la pittura.

Ha iniziato a dedicarsi con continuità alla pittura dal 1996, trasformando quello che ra una passione in una attività artistica che lìha portata ad avere apprezzati riconoscimenti ed ad esporre non solo in Italia ma anche all’estero.

Già durante gli anni trascorsi a Reggio Emilia aveva frequentato l’istituto “Gaetano Chierici” nella Sezione Ceramica. Tuttavia le circostanze della vita ed il lavoro l’avevano costretta ad accantonare momentaneamente quella che avvertiva come un’autentica necessità interiore.

Il trasferimento a Palermo, l’impatto dei vasti spazi dei paesaggi siciliani, l’incontro con un maestro del tardo impressionismo, Egidio Cotroneo, l’hanno di nuovo e definitivamente sospinta verso la pittura.

Dal 1997 è protagonista di numerose mostre personali e collettive: oltre che in varie città d’Italia, ha esposto a New York, Barcellona, Vigo e Londra.

La sua è una pittura che viaggia sul confine tra astratto e concreto, tra forme che accennano soltanto ad una geometria ma che non si lasciano chiudere da essa, continuando a vivere in una libertà che appare armonica, svelata lentamente, non urlata. Convivono figure tonde e morbide con altre più spigolose e squadrate, in un equilibrio che invoglia lo sguardo a farsi rapire, che sembra raccontare molto dell’interiorità della pittrice e che si rende comprensibile all’osservatore. I colori, in alcune opere complementari, come il giallo e il viola, in altre sulle tinte dell’azzurro a richiamo del mare ed in altre ancora sulle diverse sfumature del rosso, hanno un’intensità contenuta ma non mancano di lasciare un segno distinto, come impronte sulla spiaggia di passi lievi. Acrilici su tela e su carta si mescolano con frammenti, ritagli di carta, in una fusione perfetta tra pittura e collage, che rende subito chiara la motivazione legata alla scelta del titolo della mostra, “Intersezioni”.