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Enea e le ricerche sulla biotecnologia e la medicina: l’eccellenza italiana è qui

La firma del 5×1000 all’ENEA di quest’anno ancora una volta sarà destinata ad un progetto di ricerca e sviluppo basato sull’utilizzo di piante “biofabbrica” per realizzare vaccini, anticorpi e prodotti diagnostici per la pandemia da COVID-19.

L’Agenzia per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile ha infatti deciso di destinare i fondi raccolti con le dichiarazioni dei redditi alla realizzazione di un Centro di Eccellenza per la produzione di biofarmaci e vaccini attraverso una piattaforma innovativa “Plant Molecular Farming”, in grado di soddisfare la domanda nazionale in tempi brevi e con investimenti notevolmente inferiori a quelli necessari per impianti tradizionali di sintesi di biofarmaci.

Per destinare il  5 per mille 2022 al Progetto Plant Molecular Farming dell’ENEA basta firmare il riquadro per il finanziamento della ricerca scientiica sui modelli di dichiarazione dei redditi delle persone fisiche, indicando il codice iscale ENEA: 01320740580.

Il progetto si basa su un insieme di biotecnologie avanzate che prevedono l’uso di piante “intelligenti” che, opportunamente istruite, sono in grado di efettuare la sintesi di molecole bioattive.

Di fatto, la pianta diventa tra i sistemi biologici più economici e facili per produrre queste molecole ad alto valore aggiunto, utilizzando semplicemente luce, acqua e sostanze nutritive.

Secondo le stime dello studio “Plant Molecular Farming as a Strategy Against COVID-19 – The Italian Perspective”, una serra di 12.500 mq o un impianto di agricoltura verticale (vertical farming) di soli 2.000 mq sarebbero in grado di soddisfare l’intera domanda italiana annuale di bioterapeutici (vaccini, anticorpi) e diagnostici.

In queste strutture sarebbe anche possibile produrre anticorpi da utilizzare per lo screening diagnostico di massa, l’immunoterapia passiva e la vaccinazione dal COVID-19 e possibili nuove pandemie.

«Nel campo del Plant Molecular Farming vi sono stati molti progressi a livello internazionale mentre in Italia, i risultati sono molto promettenti». Lo sottolinea Eugenio Benvenuto, responsabile Laboratorio Biotecnologie dell’ENEA. 

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