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Facciamo tappa a Monteverde: storia, cultura, enogastronomia. Uni dei borghi più belli d’Italia

Castelli medioevali, edifici religiosi, un’aria salubre e una natura incontaminata lontano dal turismo di Massa. Ti giri intorno e scopri delle realtà incredibili, nella nostra Italia da Vivere, che non immaginavi potessero emozionarti così poco, lontano dai canoni del turismo da divertimento sfrenato, ti consentono di innamorarti di storia, cultura, enogastronomia.
Sulle colline dell’Alta Irpinia, immerso nel verde della Foresta Mezzana, si trova il piccolo borgo di Monteverde, con il suo centro storico ricco di chiese dominato dall’alto dall’antico castello. Dal 2013 è entrato a far parte dei Borghi più Belli d’Italia.
Monteverde, in provincia di Avellino nell’alta Irpinia, si estende sui tre colli (Incoronata, Croce e Castello), a 740 metri s.l.m, separando le valli dell’Osento e dell’Ofanto.
Da Ottobre 2015 è entrato a far parte dei Borghi più Belli d’Italia. Monteverde è un paese senza barriere architettoniche, per questo nel 2019 ha vinto l’Access City Award, il premio assegnato alle città più accessibili d’Europa.
Il toponimo Monteverde deriva da Montis Viridis, riferito alla ricca vegetazione che lo circonda, la Foresta Mezzana.
Il territorio, già frequentato in età neolitica, venne poi occupato dai sanniti e dagli irpini come testimoniano i resti delle mura pelasgiche e sannitiche ritrovate sul Serro dell’Incoronata.
Poi i romani distrussero i loro insediamenti e costruirono un nuovo castrum. E’ sotto i longobardi che il paese comincia a svilupparsi a partire dal castello per poi scendere lungo le pendici della collina. I primi riferimenti a un Castrum Montis Viridis, come fortezza militare, risalgono ad una pergamena datata 897.
Intorno all’anno mille fu conquistato dai normanni, poi il potere passò di casato in casato fino ad arrivare agli Orsini, Grimaldi, Caracciolo e Sangermano. Questi ultimi trasformarono il castello da fortezza a residenza signorile.
Il borgo di Monteverde si è sviluppato intorno al castello di origine longobarda. Con una pianta irregolare e quattro torri circolari agli angoli, è stato edificato sopra la roccia ed aveva anche un ponte levatoio. I primi riferimenti storici che lo riguardano risalgono al IX secolo e nonostante le numerose trasformazioni, si presenta al visitatore con una struttura tipica del epoca aragonese. Oggi è sede del MiGra, il Museo Interattivo del Grano e della donna nella civiltà contadina.
Passeggiando tra le stradine e i vicoletti con gradoni in pietra, ci si rende conto che nonostante Monteverde sia un piccolo borgo di soli circa 800 abitanti, è ricco di edifici di culto.
Quello di maggior interesse sorge nei pressi del castello ed è l’ex Cattedrale di Santa Maria di Nazareth, originariamente di Santa Maria Maggiore. Fondata intorno al 1300, era sede dei vescovi della diocesi di Monteverde-Carbonara, ed è stata poi ricostruita e riconsacrata nel 1728. All’ingresso c’è una scala, ha tre navate centrali e conserva le statue di Maria SS. Addolorata, l’Immacolata Concezione e S. Caterina d’Alessandria, patrona di Monteverde.
Continuando a scendere sulla sinistra c’è la piccola ed antica Chiesa di Santa Maria di Nazareth, risalente all’anno mille ma riedificata nel 1751.
Da visitare anche la piccola Chiesa di Santa Maria del Carmine (1600) con il suo campanile con bifore gotiche, la Chiesa di Sant’Antonio (XVII secolo) con la statua di San Michele Arcangelo, compatrono di Monteverde, la Cappella di San Rocco, all’ingresso del paese.

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