la penisola delle Eccellenze

Siamo abituati a gustarlo cucinato in tantissimi modi senza conoscerlo bene… Cosa

IL POLLO

Pullus dal latino, cioè animale giovane. Il pollo non è altro che il maschio o la femmina della famiglia GALLUS GALLUS DOMESTICUS di 6-14 settimane. Crescendo assume il nome di galletto, gallo, pollastra, gallina, cappone e può vivere dai 5 ai 10 anni. 

Secondo attenti studi, si ritiene che circa 75 milioni di anni fa fosse un dinosauro. Era dotato di penne, un becco e artigli taglienti, era alto più di tre metri, carnivoro e appartenente alla famiglia dei  velociraptor

Senza andare però così lontano nel tempo, fra il 3000 e il 2000 a.c., il pollame veniva allevato non soltanto per l’ottima carne e per le uova, ma anche per compiere sacrifici religiosi, per combattimenti tra galli e per scandire la giornata approfittando del loro misterioso orologio biologico. Ancora oggi il gallo canta all’alba, a mezzogiorno e a metà pomeriggio a prescindere dalla luce.

Il pollo si trova tra i protagonisti della cucina degli antichi romani. Una delle ricette più presenti nella letteratura culinaria è quella dell’animale intero bollito in acqua con coriandolo, aneto, porri e uva, poi asciugato e arrostito. Spesso completava la ricetta il garum (colatura di pesce) usato come salsa. Nella Roma imperiale esistevano intere squadriglie di galli profetici: prima di ogni battaglia venivano nutriti con una abbondante razione di cibo, se mangiavano voracemente era di buon auspicio, in caso contrario ci si aspettava una sicura sconfitta.

Questo uccello domestico è allevato per la carne, le uova e il piumaggio che trasformato in farine, è utilizzato in agricoltura come concime, poichè è ricchissimo di azoto (11%). E’ l’animale commestibile più diffuso nel mondo e rappresenta la fonte di proteine più importante per l’essere umano. La carne è apprezzata  per il suo sapore delicato, per la facilità di cottura ed inoltre per il suo costo contenuto.

UNA CURIOSITA’: la Chiesa di Santo Domingo della Calzada, in Spagna, ospita due polli vivi. La leggenda racconta che un giovane viandante si fermò in una locanda di quella città dove lavorava una ragazza che si innamorò di lui, ma non fu corrisposta. Per vendetta mise nella borsa del malcapitato un oggetto d’argento e lo denunciò per furto. Il ragazzo fu processato ed impiccato, ma San Domenico lo miracolò. Il Governatore della città fu informato dell’accaduto e incredulo disse: “quel ragazzo è vivo come questi polli che sto mangiando”… e miracolo! … quei  polli presero vita e se ne andarono via dal piatto svolazzando.

Le varianti della ricetta del  pollo al curry  sono molte ( ne sono state rintracciate 48). Comunque la paternità di questa pietanza è attribuibile certamente all’India. Tra le tante, ne prendiamo per buona una semplice, veloce e di sicuro successo… Sì però che cos’è il curry?

E’ una miscela di spezie dal colore giallo oro di origine indiana, deriva dal nome kari che significa salsa… da kari a curry il passo è stato breve. Nel 1700 i primi mercanti della Compagnia delle Indie introdussero l’abitudine di insaporire i cibi con ingredienti speziati e piccanti. Queste polveri esotiche vennero adottate dalla borghesia e cominciò così il grande mercato delle spezie. Alcune ditte anglo-indiane misero sul mercato una mistura: il curry. Nel 1800 fu inserito a tutto titolo nella gastronomia del tempo. Esiste una pianta con questo nome, ma nulla ha a che fare con l’insaporitore di cui si parla. Dipendentemente dalla scelta degli ingredienti si ottiene un curry dolce o piccante. La ricetta classica comprende pepe nero, cumino, coriandolo, cannella e zafferano, per la qualità più ricca si usano anche fiori di garofano, zenzero, noce moscata, curcuma, fieno greco e peperoncino. 

Il curry protegge da malattie degenerative del cervello, prova ne sia che in India, dove se ne fa grande uso, l’incidenza di Alzheimer e Parkinson è bassa. Ha proprietà anti-infiammatorie e anti-ossidanti. E’ venduto anche per preparare tisane: ha un sapore molto vicino alla liquirizia e sembra che possa prevenire l’invecchiamento stimolando la rigenerazione cellulare e la pelle risulterà più tonica ed elastica. E’ diuretico, depurativo, disintossicante e favorisce la circolazione sanguigna.

LA RICETTA

INGREDIENTI: 600 grammi di petto di pollo, sale, due cucchiaini da caffè di curry, un quarto di latte, una bella noce di burro, farina q.b., olio di oliva.

ESECUZIONE

Prepariamo la salsa: mettiamo sul fuoco a fiamma bassa un pentolino dove avremo versato il latte, aggiunto il curry e la noce di burro. Mescoliamo bene. Mentre cuoce, infariniamo i petti di pollo tagliati a piccoli dadini e mettiamoli in padella in un unico strato,  rosoliamoli in olio di oliva finché prenderanno un bel colore biondo ed uniforme, saliamo e aggiungiamo la salsa al curry che nel frattempo avrà iniziato a bollire. Lasciare cuocere fino a quando l’eccesso di liquido sarà evaporato. L’effetto finale deve essere ricco di cremosità, poichè il nostro pollo al curry potrà essere servito con il riso bollito Basmati.

Accompagniamo questa pietanza con  un vino che non ne mortifichi lo splendido aroma, per esempio un bianco Muller Thurgau , oppure un Syrah o un Vermentino.

Un più consapevole “buon appetito”!

 

 

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