Galatone: tra mare e colline, il Salento più bello è qui

Torre dell'Orso shore in september

Sul pendio di una collina, rigogliosa di viti e alberi di fico, a 25 km da Lecce, si adagia il borgo antico di Galatone. Per visitarla si può compiere un passaggio trionfale attraverso le sue radici bizantine e la Porta San Sebastiano, unica superstite tra quelle di accesso al “kastellion” per chi giungeva dai vicini “koria”, le antiche comunità rurali. I miracoli della fede segnano il percorso spirituale della città, le cui tracce sono tangibili nel Santuario del Santissimo Crocifisso, eretto nel XVII secolo, meta di pellegrinaggi e meravigliosa opera barocca con la facciata illuminata dallo sfarzoso connubio tra il carparo e la pietra leccese. 

 L’interno è altrettanto sontuoso e ammaliante, ricco di elementi decorativi e grandiose tele che narrano miracoli. Fuori dal borgo antico, imboccando le vie che conducono alle campagne, spiccano con il loro stile moresco, liberty e decisamente ispirato a terre esotiche diverse ville, elegante testimonianza degli agi nobiliari nel bucolico paesaggio galatonese. Il suo nome sembra derivare dal termine greco “gala”, che significa “latte”, a testimonianza di un passato legato a doppio filo alla pastorizia. Nel cuore del Salento in provincia di Lecce, a pochi chilometri dallo splendido litorale di Gallipoli, Galatone ricoprì un ruolo molto importante nel corso del Medioevo; un passato glorioso che ancora oggi è chiaramente visibile negli edifici del centro storico, perfettamente conservati. Al suo interno meritano una visita la Chiesa del Crocifisso – risalente al periodo che va dal 1683 al 1694 – nella quale sono esposte delle grandiose tele sulle quali sono dipinti i miracoli operati dal Crocifisso della Pietà. La Collegiata dedicata a Maria SS Assunta, fu invece costruita tra il 1591 e il 1595 da Giovanni Maria Tarantino e Scipione Fanuli. L’interno è a croce latina, e conserve dipinti di grande importanza artistica, quali il S. Sebastiano dipinto da Mattina Preti e la Crocifissione realizzata da Donati Antonio D’Orlando. Simbolo del potere feudale è il palazzo Marchesale, rimaneggiato più volte negli anni. Qui è stato recentemente ristrutturato il suggestivo frantoio ipogeo, una struttura risalente al 1800 che presenta alcune caratteristiche uniche: sedici vasche a due pietre, cinque pressoi idraulici, quarantotto muli al lavoro contemporaneamente e, cosa più importante, settantadue lumi a gas utilizzati per l’illuminazione.

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