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Gallipoli: ieri culla dell’Antica Grecia, oggi perla del Salento più bello

Quando i Greci sbarcarono per la prima volta su quest’isola toccando la costa del mar Ionio, c’era un solo nome da poter dare alla loro nuova colonia, Kallìpolis, bellissima città. Le origini greche di Gallipoli hanno segnato nei secoli le future popolazioni. Fu conquistata da Roma e rimase sotto il suo dominio fino al 265 dC, quando raggiunse l’ora più buia dopo essere stata saccheggiata dai barbari… per poi rinascere con un’anima bizantina.

Gallipoli è stata soggetta a varie dominazioni, dagli Angioini (Plantageneti) ai Normanni, e poi alla famiglia regnante spagnola dei Borboni, che diedero inizio a un periodo di vigorosa espansione all’artigianato, alla navigazione, oltre che ad un intenso commercio di olio per lampade.

Quando Gallipoli entrò a far parte del Regno di Napoli, il suo sovrano spagnolo, Francesco I dei Borboni, costruì quello che oggi è conosciuto come “il porto vecchio”, il porto vecchio. Grazie a questo investimento nella navigazione, il prestigioso olio del Salento ha illuminato corti e saloni di tutto il mondo, dandole la fama di città ricca e potente. Questa fama durò ben oltre l’Unità d’Italia nel 1861, quando, insieme a Lecce e Otranto, fu uno dei tre capoluoghi di circoscrizione.

Oggi è uno dei borghi più famosi d’Italia, meta estiva prediletta dai turisti, che riempiono le spiagge di sabbia bianca e affollano le strade antiche e le discoteche chic, ma Gallipoli è molto di più: è una Venere che sorge dal Mar Ionio, splendente di una bellezza trascendentale in ogni stagione.

Vale la pena di parlare del Castello Angioino di Gallipoli è un’isola su un’isola, quasi interamente circondata dal mare, da dove si può ammirare il ponte che collega la città nuova a quella vecchia.

L’originaria struttura architettonica fu edificata in epoca angioina a forma di piazza, per essere poi rimaneggiata dagli Aragonesi, che ne arrotondarono gli spigoli e costruirono torri di avvistamento, che per secoli proteggevano la popolazione dagli attacchi stranieri.

Recentemente il Castello è stato aperto al pubblico, rivelando tesori che nemmeno la popolazione locale sapeva di possedere. Dall’interno si può vedere l’originario ingresso con il suo ponte levatoio, nascosto dalla costruzione del mercato coperto. L’enorme magazzino del sale testimonia il grandioso commercio del passato di Gallipoli; gli ampi saloni nobiliari raccontano lo sfarzo ostentato della vita di corte, così come la cappella che un tempo era ricoperta da un enorme affresco, infatti ovunque si guarda si trovano tracce degli abitanti che un tempo qui abitarono e fecero grande questo castello.

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