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Giardini Poseidon a Forio d’Ischia: il fascino irresistibile di un luogo fatato

Molto più che un giardino, è un’oasi botanica e paesaggistica, animata dai riflessi azzurri delle sue piscine, dai paesaggi e dagli angoli di microclima unici ed irripetibili. Un luogo speciale che ha incantato visitatori eccellenti e continua a farlo. 

L’elenco si trasforma in una galleria d’onore, nomi altisonanti famosi, belli e sorprendenti come i colori, le luci, il calore e le sfumature dell’habitat: appartenenti a Gianni Agnelli e al cardinale Joseph Ratzinger; Carla Fracci e Mika Hakkinen, il campione di Formula 1; I miti del narratore italo-tedesco di Boninsegna, Beckenbauer, Breitner e Vogts.

Tra “sacro e profano”, in un susseguirsi di personalità, in un gioco spettacolare, vedevano spuntare Gina Lollobrigida, Raul Bova e l’indimenticabile Mariangela Melato; e Antonello Venditti, Vincenzo Montella e Lina Sastri; Gianluca Zambrotta e Sabrina Ferilli, che è davvero abitudinario. 

Cosa significa? Semplice: i Poseidon sono e saranno sempre irresistibili. Il resto è l’affascinante storia del luogo, coronamento della falce di luna di Citara a giustificarne la fama, accanto alla statua simbolo del dio Poseidone abbinata al sole infuocato del tramonto in milioni di cartoline inviate in tutte le lingue a riprova della tradizione: “Sono stato qui”. I giardini sono stati creati 56 anni fa grazie all’intuizione di un genio tedesco, arrivato ad Ischia sulla scia del Grand Tour che continua ad affascinare i viaggiatori d’oltralpe: umanista Gernot Walde. 

Inoltre, tutti hanno attribuito una visione speciale per aver creato un concetto rivoluzionario di spa. Alcuni hanno scritto che Walde “dalla natura dei luoghi trasse ispirazione per un giardino termale”, che unisce terme, salute e natura. Con grande anticipazione delle recenti teorie del “benessere”, ha pensato di sottrarre le cure termali in un concetto terapeutico unicamente per evidenziare sin da allora la capacità di donare conforto. Un modello così innovativo da indurre altri imprenditori a seguire l’isola”. Inoltre Walde realizzò davanti ai Giardini Afrodite-Apollone, a strapiombo sulla rupe, che si specchia nell’istmo di Sant’Angelo; e, poi, la baronessa von Stohrer lo nominò consulente per la nascita di Castiglione, la zona preferita dai greci micenei migliaia di anni fa. Negli anni Settanta cambia la dirigenza, ma non la filosofia dell’Orto: fu l’industriale bavarese Ludwig Kuttner ad acquistare Poseidon, con uno spirito e una passione impareggiabili, impegnando gran parte delle sue risorse personali nella continuazione del progetto avviato dai soci Walde. Con l’aiuto dell’architetto Zollinger, i siti sono stati ridisegnati, ma abbelliti e riorganizzati, lanciando un’icona globale del parco. 

Successivamente, nel 1983, Anton Staudinger, capo di una solida holding industriale, rilevò i Giardini Poseidon, lanciando una grande campagna di investimenti per la modernizzazione. Quando, nel 1998, Anton è scomparso e le redini sono passate alla moglie Lucia Pilz e ai cinque figli, nulla è cambiato, anzi. Dal 2007, infine, è stata la terza figlia, Lucia Maria Veronika Beringer, già nota architetto, a incarnare l’amore di Poseidone: ha lasciato il lavoro in Germania per dedicarsi al suo gioiello. Con grande attenzione all’ambiente, i risultati sono entusiasmanti.

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