la penisola delle Eccellenze

Quanti anni sono trascorsi da “Non ho l’età”, quando quella ragazzina dolcissima incantò il pubblico di tutta Italia da nord a Sud sul palco dell’Ariston a Sanremo. Parlava d’amore, parlava delle prime passioni adolescenziali, raccontava di famiglie degli anni 60 dove non era concepibile pensare che una ragazzina di 13-14 anni potesse fidanzarsi. Ma l’amore sì, quello è possibile a ogni età.

Lei è Gigliola Cinquetti, stella della musica e della tv italiana, ieri 17enne prodigio della canzone, oggi signora elegante e preparatissima che ha saputo reinventarsi negli anni più di una volta: dalla conduzione di programmi televisivi alla radio.

Nata a Cerro Veronese il 20 dicembre 1947, Gigliola Cinquetti vince il Concorso di Voci Nuove di Castrocaro con due delicatissimi brani “Sull’acqua” e “Le strade di notte” di Giorgio Gaber, a soli 16 anni.

Nel 1964 trionfa al XIV Festival di Sanremo con l’ormai celeberrimo brano che le resterà addosso per sempre: “Non ho l’età”. Il 21 marzo a Copenaghen conquista con lo stesso brano, anche l’Eurofestival.

L’anno successivo a Napoli (Canzonissima 1964), porta in finalissima ben due brani “Non ho l’età” che conquista il secondo posto e “Anema e core” (quarta). Nel 1966 in coppia con Domenico Modugno bissa il successo a Sanremo. Il brano è uno dei più belli interpretati da Gigliola “Dio, come ti amo”.

Al Disco per l’Estate 1967 ottiene un clamoroso successo, seconda con “La rosa nera”.

Con “Alle porte del sole” trionfa a Canzonissima 1973. All’Eurofestival, una vittoria sfuggita per 6 punti, è seconda con “Si” e a settembre vince la “Gondola d’oro” per aver venduto, nell’anno, il maggior numero di dischi con l’LP “Stasera ballo liscio”.

Dopo un’assenza di 12 anni ritorna a Sanremo nel 1985 e conquista il terzo posto con “Chiamalo amore”.

Le presenze al Festival saranno ben 12. Oltre alle già citate: “Ho bisogno di vederti” (1965) – “Sera” (di Roberto Vecchioni, 1968) – “La pioggia” (un successo mondiale, 1969) – “Romantico blues” (1970) – “Rose nel buio” (1971) – “Gira l’amore (Caro Bebè)” (1972) – “Mistero” (di Claudio Mattone, 1973) – “Ciao” (1989) – “Giovane vecchio cuore” (di Giorgio Faletti, 1995).

Nel corso della sua carriera Gigliola Cinquetti ha partecipato alle più grandi manifestazioni musicali che dagli anni ’60 si sono svolte in Italia. Oltre all’Eurofestival ed a Sanremo ricordiamo “Canzonissima”, “Il Disco per l’Estate”, la “Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia”, il “Canteuropa”, il “Festivalbar”, “Premiatissima” e “Una Rotonda sul mare”.

Dal 1964 Gigliola Cinquetti è stata inoltre protagonista e primadonna di varietà televisivi di grande successo: “Jonny 7” (1964) , “Io, Gigliola” (1966), “Senza Rete” (nelle edizioni del 1969, 1972, 1974), “Arancia e limone” (1970), “Ma l’amore sì” (1970), “Vino, whisky e chewing gum” (1974), “Compagnia stabile della canzone” (1975), “L’amico della notte” (1977). Un grande ritorno nell’edizione 1982/83 di “Portobello” e il suo “Concerto a Verona” (1989 per festeggiare i 25 anni di carriera).

Non molti sanno che Gigliola Cinquetti è anche autrice di molte canzoni, alcune delle quali ha anche inciso. E’ il caso di “Un momento fa” e “Lasciarsi d’inverno” composte insieme al maestro Enrico Simonetti, “Gli sfrattati” e “Serenade pour deux amours” incisa e pubblicata solo per il mercato giapponese. Altri brani sono chiusi in un cassetto: si conoscono alcuni titoli di questi inediti “I cavalli della giostra” e “La superbia”.

Altro percorso artistico seguito da Gigliola è quello della conduzione di programmi televisivi. L’eleganza, lo stile e la classe hanno sempre contraddistinto questo suo ruolo fin dal primo programma pomeridiano del 1981 “Io sabato”. Ha presentato più edizioni del “Concorso voci nuove di Castrocaro” nel corso dei quali ha “battezzato” personaggi come Eros Ramazzotti e Zucchero, per giungere alla grande conduzione dell'”Eufofestival” nel 1991. Da questo successo uno ancora più grande: “Festa di compleanno” per TMC, dall’ottobre del 1991 al marzo del 1992, “La festa della mamma” (1994), “C’era una volta il Festival di Napoli” e “Napoli prima e dopo” nel 1995 per giungere a “Vivendo Parlando” su SAT2000 (quattro edizioni dal 1998 al 2002) e a “Di che sogno sei” su RAISAT EXTRA (aprile/luglio 2004).