Gli eredi della famiglia Leopardi: il palazzo, l’orto, le opere d’arte. Un patrimonio tutto italiano tra cultura e turismo

A distanza di oltre due secoli dalla sua morte, il Giovane Favoloso, come tutti lo chiamavano, continua non solo a essere uno dei poeti più apprezzati e conosciuti al mondo, ma soprattutto dietro il suo nome, dietro le sue proprietà, dietro la sua arte, oggi abilmente gestite dagli eredi, si è generato negli anni un vero e proprio giro di affari che racconta come l’Italia sia capace di costruire una straordinaria continuità, in questo caso un vero e proprio brand dietro il nome e la storia di un grande personaggio della nostra letteratura.

Il Giovane Favoloso altri non è, lo avrete capito, Giacomo Leopardi, genio assoluto che ci lascia prematuramente agli inizi dell’Ottocento. La sua è una eredità culturale immensa, eterna. Un palazzo, i terreni ad esso circostanti, un vigneto, la produzione di olio, nonché tutti i manufatti e le opere straordinarie contenute nel suo palazzo di Recanati.

Valore oggi? Incredibile ma vero 1,4 miliardi di euro. Tutto nelle mani di una sola donna, Olimpia, che gestisce tutto il patrimonio con capacità manageriali straordinarie.

Olimpia è figlia del conte Vanni, scomparso nel 1999, l’ultima grande figura di spicco degli eredi Leopardiani. Vanni a sua volta era nipote diretto di Pierfrancesco I, il fratellino, l’ultimo della stirpe diretta di Giacomo. A lui si devono, per fortuna, tutti gli eredi successivi.

Perché come noto il sommo Giacomo non ebbe figli e con la sua morte, se non avesse avuto un fratello, si sarebbe conclusa in anticipo la dinastia.

Secondo i dati della Regione Marche la presenza dei turisti nel territorio è cresciuta di oltre il 20% in quattro anni: passando da circa 83 mila presenze del 2014 a più di 100 mila visitatori nel 2018. Se il film di Martone ha fatto da traino “presentando” Leopardi anche a chi lo aveva incontrato distrattamente a scuola, di più hanno inciso le iniziative di Olimpia Leopardi discendente del Poeta che promuove la conoscenza dell’opera del poeta. La famiglia, che risale al XII secolo, da sempre fonda il suo “core business” sull’impresa agricola: circa 300 ettari di terreno, tra Ancona e Recanati. Condizione che consente di reinvestire le risorse che derivano dalla gestione del brand nella valorizzazione del patrimonio Leopardiano.

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