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Gli italiani e l’innata passione per le acque termali: dal tempo degli Antichi Romani un rito straordinario

La passione degli italiani per le terme ha radici lontane: risale fino all’antica Roma, che ne fu la culla, ma l’intero Lazio, e più in generale l’Italia centrale, grazie alla presenza di caldere vulcaniche, è la patria del termalismo. Le terme romane furono tra le opere più innovative e grandiose dell’antichità, segno di civiltà, benessere e soprattutto conoscenze tecniche idrauliche, architettoniche e ingegneristiche. E seppure già gli Etruschi conobbero e apprezzarono le virtù dell’idroterapia, furono i Romani che diedero nobiltà alle acque termali, elevandone il concetto a modus vivendi raffinato e salutare, mettendone i benefici a disposizione dell’intera popolazione. A Roma le prime Thermae pubbliche furono realizzate da Agrippa nel I sec. a.C. Un secolo dopo le Terme di Nerone, di Traiano, di Caracalla, di Diocleziano e di Costantino, ne perfezionarono gli schemi planimetrici e decorativi. Non solo ambienti ricreativi, il valore terapeutico delle Terme fu chiaro sin da subito: già Plinio il Vecchio diede una classificazione in base alla composizione chimica e alla temperatura dell’acqua, Vitruvio ne descrisse gli usi, il medico Celso indicazioni e controindicazioni. Un viaggio alla scoperta delle terme laziali, perciò, dovrebbe partire proprio dalle radici, da quelle fonti utilizzate nell’antichità e tuttora famosi centri termali. Le Aquae Albulae, per esempio, dall’aspetto lattigginoso e dalle emanazioni sulfuree, alimentano le attuali Terme di Roma a Bagni di Tivoli e le Terme di Cretone; oppure le Aquae Ferentinae che nel frusinate alimentano le moderne Terme di Pompeo, che utilizzano l’acqua della sorgente Bagnatoio. Ancora, le antiche Aquae Vescinae, a Latina, il cui uso a scopo terapeutico sin dall’antichità è testimoniato dai resti di un enorme complesso termale romano con piscine, vasche, statue, marmi e mosaici, alimentano una vera e propria Via delle Terme, al confine con la Campania, che conta una decina di complessi, dalle Terme di Suio alle Terme Vescine, dalle Terme Alba nell’entroterra di Gaeta alle Terme Sant’Antonio.

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