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I Grandi Giardini Italiani: quando il verde di casa nostra è classe ed eleganza

La rete dei “Grandi Giardini Italiani”, il network dei più bei giardini d’Italia, si amplia e si rinnova.

Per il 2022, infatti, il circuito dà il benvenuto a ben cinque capolavori di bellezza, storia e dal significato simbolico.

Parliamo di Villa di Montruglio “Pigafetta-Camerini”, sui Colli Berici a 18 km da Vicenza, uno dei grandi giardini storici del Veneto tra ’600 e ’700; Villa Bell’Aspetto a Nettuno, in provincia di Roma, progettata nel 1647 dall’architetto Antonio de Rossi sulle alture prospicenti il mare.

La tenuta era stata comprata negli anni trenta dell’Ottocento da Camillo Borghese e Paolina Bonaparte, che hanno fatto importanti modifiche alla dimora, ma il parco è rimasto lo stesso, tra i boschi e il giardino all’italiana. Più avanti il verde mediterraneo è stato arricchito con specie esotiche, mentre il piazzale principale si è colorati di fiori di ogni tipo.

Poi abbiamo Villa Rezzola a Lerici, proprietà signorile documentata sin dal ’700; il Giardino dell’Impossibile sull’isola di Favignana e la Biblioteca degli Alberi di Milano, un giardino botanico realizzato riqualificando il quartiere di Porta Nuova. L’adesione dei cinque porta a 147 il totale dei giardini del circuito.

La residenza ha una strepitosa posizione panoramica: nel tempo ha subito diverse modifiche, soprattutto a partire dal 1900, quando è stata acquistata dagli inglesi Helen Lavinia e William Percy Cochrane. Trentacinque anni dopo è passata ai conti Braida Carnevali, che l’hanno lasciata in eredità al FAI. Il giardino è sviluppato a terrazze, con un roseto, una lunga pergola di glicine, un vasto prato, un bosco di lecci e fiori ovunque.

La stessa CEO Judith Wade sottolinea che «mai come adesso è il tempo dei giardini, dello svago a contatto con il verde, con l’arte e la cultura, immersi nella bellezza che consola e aiuta a crescere in consapevolezza».

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