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I ricercatori italiani crescono e conquistano il podio europeo: finalmente i cervelli di casa nostra non fuggono più come prima

I ricercatori italiani sono il fiore all’occhiello d’Europa, meglio di loro solo i colleghi tedeschi.

Era ora che attendevamo un risultato del genere.

Questo significa finalmente che il Paese e le sue università investono nella scienza, nella medicina, nella tecnologia, e lo fanno puntando su menti eccelse che scelgono di rimanere qui, a casa nostra.

È questo il responso dei premi Starting Erc, i riconoscimenti europei alla ricerca consegnati dall’European Research Council, basati sui dati del 2021.

Gli italiani hanno ottenuto 58 premi Erc, otto in più rispetto all’anno precedente, nove in meno rispetto alla Germania e 14 in più dei francesi (terzi classiicati).

Tuttavia solo il 48% dei premiati svolge il proprio lavoro in Italia, un dato in crescita se si considerano i numeri del 2020, ma che ancora denota il consueto problema della fuga dei cervelli (l’Italia infatti passa dal secondo al quinto posto considerando le università e gli enti di ricerca ospitanti).

Tra i 28 premi europei conquistati su suolo nazionale il primato va all’Ateneo di Padova (quattro riconoscimenti), seguito dalla Statale di Milano (tre); due i “grant” conquistati dall’università di Bologna, Firenze, Pavia, Ca’ Foscari di Venezia, Sapienza di Roma e la Bocconi di Milano.

La rettrice dell’Università di Padova, Daniela Mapelli, commenta: “Le tre ricercatrici e il ricercatore che hanno ottenuto l’Erc Starting Grants ci restituiscono ancora una volta l’altissima qualità della ricerca che si svolge nel nostro ateneo. E mai come ora, l’importanza della ricerca è sotto gli occhi di tutti. Proprio nell’anno in cui celebriamo la nostra storia, ovvero le conquiste ottenute da donne e uomini nel corso di questi otto secoli, è fondamentale l’attenzione al futuro. Siamo riusciti ad intercettare finanziamenti in ognuno dei tre ambiti previsti dal bando Erc: l’interdisciplinarietà è uno dei maggiori punti di forza di un ateneo”.

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