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I segreti della norma: un poker di sapori incredibili e di contrasti gustativi che fanno storia

Il sugo alla Norma, meravigliosa scuola culinaria siciliana, merita di essere raccontato molto più a fondo. Al di là del fascino della tradizione gastronomica di un’isola meravigliosa e unica, che sa essere scrigno straordinario di ricette antiche e intramontabili, vale la pena di capire insieme il valore di un piatto che rappresenta la perfezione assoluta del connubio delle materie prime e quindi dei sapori.

Poi naturalmente meriterà anche da parte nostra un accenno alla storia del piatto e alle sue origini.

Prima di tutto non è mai facile mettere insieme in cucina 4 grandi capisaldi gustativi, 4 materie prime che hanno un carattere a sé stante, dominante.

Il pomodoro, le melanzane rigorosamente fritte e tagliate a dadini, la ricotta salata e l’immancabile basilico. Si potrebbe pensare che quest’ultimo è solo un’erba aromatica, niente di più sbagliato. Il basilico stacca da tutto, crea l’alternativa al palato, ma nel contempo richiama con i suoi legami aromatici al grande protagonista del piatto.

  1. Il pomodoro: il re è lui. In ogni pietanza che si rispetti c’è un protagonista, un ingrediente in cima alla scala. Nella Norma il pomodoro, rigorosamente senza pelle, a concassè, quindi scontato, tuffato in acqua fredda, pelato e poi appena appena rosolato con olio e aglio.
  2. Le melanzane, fritte, per tradizione nell’olio d’oliva e poi aggiunte al pomodoro.
  3. La ricotta salata, un tocco, non eccessivo, per dare vigore al piatto, al momento del servizio, per conferire un secondo tocco di grasso e la sapidità che gioca con l’amaro della melanzana.
  4. Il basilico, forte, intenso, che richiama in qualche modo alla terra, quella del pomodoro, quella della melanzana, e anche quella della ricotta salata.

L’origine del piatto si richiama naturalmente alla sicilianità dell’artista Bellini e alla sua intramontabile opera musicale. Anche se esistono diverse versioni del piatto.

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