la penisola delle Eccellenze

Il termine Primavera comporta un significato augurale naturale e spirituale allo stesso tempo, come dal significato etimoligico e semantico della parola. L’etimo non è facile da ricostruire, poiché in esso vi sono influenze antichissime, ben anteriori al latino arcaico. Come molte parole che oggi usiamo, è formata da più termini (Prima-vera): in questo caso sono due. Uno è “prima”, la cui origine è più facile da ricostruire: dal latino “primus”. Il secondo termine, che forma la seconda parte della parola “vera”, ha radici antichissime, indoeuropee: esso verrebbe dalla radice sanscrita “Vas”, che è presente ancora oggi, sebbene un po’cambiata, in molte lingue del continente Eurasiatico. Questa parola significa “ardere”, “splendere”. Del resto, anche nel latino, ritroviamo il termine “Vesta”, che a Roma era il nome della dea del focolare domestico, fuoco sempre acceso e tenuto vivo dalle vestali. Secondo questa etimologia, la parola “primavera”, nell’insieme, ci parla allo stesso tempo di un inizio e di qualcosa di splendente e pieno di ardore. È il termine che indica l’inizio di un periodo caratterizzato dallo splendore e dall’esuberanza della vita e della natura, che si risveglia rinnovandosi. Al termine “primavera” si associano altri concetti, sempre legati all’esuberanza della vita, alla rinascita ed allo splendore, con un’accezione positiva. Ad esempio, la primavera di una persona è solitamente intesa come il periodo della prima gioventù (“la primavera della vita”). Ma si può vivere una primavera a qualsiasi età, semplicemente per un ritrovato vigore interno, fiducia, entusiasmo (“Vivere una seconda primavera”).