la penisola delle Eccellenze

Passano i millenni e i secoli, ma gli archetipi, nella loro essenza, conservano il loro significato principiale. Al cospetto del mondo e dell’universo, l’Uomo, nel tempo e nello spazio, senza gli archetipi ed il senso del “religio” si troverebbe relitto “in una selva oscura……’’. Perciò la Tradizione e la somma di esperienza del sacro, trasmessa da chi ci ha preceduto sin dalla notte dei tempi, ha sancito delle regole, in sintonia con la natura e i suoi cicli perenni. L’Uomo, prima ancora di annotare date e rituali religiosi nei suoi annali, al fine di celebrare la fatidicità di certi “punti cardini” nell’arco dell’anno, ha preservato atavicamente, attraverso la memoria comune (folclore), delle tradizioni osservate sino ad un recente passato nelle campagne e nei villaggi rurali. Ormai, anche se da lungo tempo scadute in semplici usanze, residui di una società agreste, molte tradizioni hanno origine sacra e religiosa precristiana, inerente al mondo antico. È il caso di certe pietanze e dolci vernali dell’antichità, diventati pasquali o natalizi per sincretismo religioso; come l’agnello al forno, la pastiera, la pigna, gli struffoli, il torrone ed i mostaccioli. Prima di passare all’origine ed al significato originario di ognuna di queste leccornìe, bisogna precisare che alcune, oggi considerati dolci natalizi, all’origine furono tipici piatti e dolci devozionali vernali, dedicati a Flora e Maia, dunque alla primavera. È il caso degli struffoli. Altri, come il torrone e i mostaccioli, fecero e fanno ancora la delizia dei palati durante le due festività. Col tempo, però, questi ultimi due, per sincretismo, tendono ad aggiungersi alla lista dei dolci natalizi.