la penisola delle Eccellenze

Il Fagiolo Tondino del Purgatorio è un prodotto tipico della zona dell’Alta Tuscia Viterbese, famoso per la sua caratteristica di non dovere essere messo in ammollo o ammollato per soltanto una oretta.

L’area di coltivazione del Fagiolo del purgatorio di Gradoli è limitata alla sola zona caratterizzata da terreni di origine vulcanica, dei territori dei comuni di Gradoli, Grotte di Castro, Latera, Onano, San Lorenzo Nuovo e Valentano, e la parte sud del fiume Paglia del comune di Acquapendente.

La coltivazione del Fagiolo Tondino del Purgatorio (detto anche “Fagiolo di Gradoli o Gradolese”) ha radici molto profonde nella storia del paese: fin dal 1600, in occasione del mercoledì delle Ceneri, viene organizzato nel Comune di Gradoli, il “Pranzo del Purgatorio” il cui piatto principe è il fagiolo, servito accompagnato da riso in brodo e zuppe di pesce di lago. La tradizione ha origine alla fine del XVI secolo quando la Fratellanza del Purgatorio che allora si chiamava Opera Pia per il Suffragio delle anime del Purgatorio, iniziò con l’organizzare questo evento per raccogliere fondi e altri beni di sostentamento per le sue attività di soccorso alle famiglie in difficoltà.

I legumi insieme alle patate sono l’eccellenza dell’Azienda Perle della Tuscia, di Grotte di Castro (VT) . Devono, infatti, la loro bontà ai terreni fertili della Tuscia. Sono un ottimo alimento ricco di proteine, di amido e sali minerali. Essi sono anche una ricca fonte di fibre grezze.

Uno strano nome per questo piatto: zuppa di fagioli del purgatorio. Ma il protagonista, questo fagiolo di piccole dimensioni, è particolare: non solo ha eccezionali caratteristiche organolettiche ed è ricco di minerali, ma è coltivato senza l’uso di prodotti chimici e la raccolta avviene ancora come si faceva tanto tempo fa… a mano, quando i baccelli cominciano a disseccarsi!

Anche la separazione del seme dal baccello, la sgranatura, è effettuata a mano con la battitura dopo il completamento dell’essiccazione al sole del baccello. Il fagiolo del purgatorio  è piccolo, bianco, rotondeggiante, dal sapore delicato e con la buccia sottile, per cui non necessita di ammollo prerventivo.
Le sue caratteristiche qualitative dipendono dalla coltivazione in terreni di origine vulcanica sciolti, fertili, poco calcarei, dotati di buona permeabilità e situati in zone collinari a clima mite, temperato, ventilato e non umido.

Il fagiolo del Purgatorio di Gradoli deve il suo nome ad una antica tradizione che risale al 1600 e che si rievoca ogni anno a Gradoli il Mercoledì delle Ceneri: il Pranzo del Purgatorio.
Questo pranzo, esclusivamente di magro, era preparato dalla Confraternita del Purgatorio con le offerte in natura che ricevevano dai cittadini più fortunati per offrirli a quelli più bisognosi; Il fagiolo lessato e condito con olio, sale e pepe costituiva il piatto fondamentale.