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Il Lago di Como e il mistero del Lariosauro

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Il Lago di Como è uno dei più profondi laghi d’Europa, con i suoi 410 metri alla sua massima profondità. Per questo motivo la leggenda del criptide Lariosauro sembra essere effettivamente plausibile. Il 18 novembre 1946, due cacciatori dalle parti di Colico, sulla riva settentrionale del Lago di Como, sostengono di aver incontrato una creatura lunga tra i dieci e i dodici metri con squame rossastre e molto rigide a pochi passi dalla riva. I due cacciatori hanno immediatamente imbracciato i fucili e hanno sparato in direzione del mostro, che si è rapidamente diretto verso il centro del lago, sparendo con un sibilo acuto. Questo strano animale venne chiamato Lariosauro, lo stesso nome usato un secolo prima per definire un rettile preistorico (Lariosaurus balsami) i cui resti fossili vennero trovati nei pressi del lago nel 1830. I fossili di questa e di altre specie ritrovati successivamente sono attualmente esposti nei musei di Lecco e di Monaco di Baviera. Altri avvistamenti simili non lontani da questa zona diedero vita al leggendario Lariosauro, che fece la sua comparsa regolarmente negli anni a seguire: nel 1954 una coppia, padre e figlio, vide qualcosa con il muso arrotondato e i piedi palmati che nuotava in acqua. Era lungo appena 80 centimetri (forse una rara lontra). Tre anni dopo una batisfera, che si immerse alla profondità di 90 metri al largo della costa di Dervio, si imbatté in un animale con la testa simile a quella di un coccodrillo e lungo circa due metri. L’ultimo avvistamento avvenne nel 2003: un’anguilla gigante, di circa 10-12 metri di lunghezza, comparve nei pressi di Lecco.

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