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Il Made in Italy della gastronomia non conosce paragoni e rivali: vi spieghiamo perché

Oggi l’italia vanta una tra le più ampie tradizioni enogastronomiche e la cucina più seguita, imitata e ricercata al mondo. l’eccellenza e la maestria dei nostri artigiani hanno fatto del Made in Italy un simbolo di qualità e stile. Un marchio che ha saputo rinnovarsi nel corso degli anni puntando su innovazione e design, integrandosi nel tessuto politico-economico dell’intero globo con un’eccezionale capacità di gareggiare e imporsi tra un’agguerrita concorrenza.

Una competizione senza esclusione di colpi, un universo molto ampio che si cerca di limitare in una formula matematica, una classifica di valori dal verde al rosso, una sorta di semaforo che assegna un colore agli alimenti considerati più o meno dannosi per la salute in base al loro contenuto di grassi, zuccheri e sale. a prima vista un aiuto per il compratore finale.

Ma analizzando meglio lo speciale Nutri-Score francese, ovvero la classifica dei cibi in base ai valori nutrizionali, troviamo tanti protagonisti della tradizione italiana al semaforo rosso, relegati agli ultimi posti.

Un algoritmo che non tiene conto della quantità media di utilizzo degli alimenti e che per questo non permette la comparazione tra i diversi generi alimentari dove troviamo l’olio eVO italiano sotto le bibite gassate e cariche di aspartame.

È importante dire no a questo pseudo sistema che genera, a livello di comunicazione, una discriminazione e confusione altissima nei confronti del cibo italiano.

È fondamentale saper comunicare la nostra cucina. Tuteliamo il nostro paese: il grande motore dell’economia mondiale. 

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