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Il mare ligure di Camogli raccontato in un suggestivo progetto multimediale

Il rapporto meraviglioso tra il mare della Liguria, unico al mondo, e un progetto suggestivo che trasforma le bellezze del patrimonio locale in una esposizione culturale multimediale per raccontare agli occhi del turista il meglio del nostro potenziale. L’esempio di come la storia della natura del territorio abbraccia la tecnologia per valorizzare il territorio. Le bellezze di Camogli, le acque azzurre del litorale genovese, vengono raccontate ogni giorno negli storici spazi di Castel Dragone o Dragonara, attraverso fotografie, video, testimonianze, progetti interrativi in continuo aggiornamento. E’ la palese dimostrazione di come solo nella nostra Italia da Vivere, come in nessun Paese al mondo, siamo capaci di valorizzare al meglio il nostro patrimonio locale per trasformarlo in sviluppo turistico. Per elevare all’ennesima potenza la nostra immagine. Diverse postazioni multimediali interattive da cui, utilizzando monitor tattili collocati nelle due sale, il visitatore può scegliere, richiamare e visionare materiali che riguardano argomenti quali il Cristo degli Abissi – collocato a 18 metri di profondità nella baia di San Fruttuoso -, la tonnara o tonnarella di Punta Chiappa, la Sagra del Pesce, i fondali dell’Area Marina Protetta di Portofino. Un computer dedicato trasmette in diretta, su uno schermo nella sala superiore del Castello, le riprese a colori della statua del Cristo degli Abissi. Il Castello – antica torre di avvistamento contro le scorrerie dei pirati barbareschi edificata intorno al 1130 a strapiombo sul mare su una penisola definita anticamente “isola” e collegata alla terraferma da una sottile lingua di terra – domina e protegge il porticciolo di Camogli. Nel corso dei secoli ha subito diversi ampliamenti e trasformazioni; l’aspetto attuale – una piccola ma imponente fortezza, articolata su due piani con torricelle e terrazzi, la cui forma irregolarmente quadrangolare segue le asperità delle rocce che la sorreggono – risale al 1560; la sua denominazione deriva, secondo la tradizione, dal pirata ottomano Torghud, conosciuto in Liguria come Dragut. Utilizzato nel passato (sec. XVI-XVIII) come prigione, divenne nell’Ottocento sede delle assemblee cittadine e sala prove delle bande musicali locali. Nel 1971 fu allestito nei suoi ambienti l’Acquario Tirrenico che rimase in funzione per alcuni anni. Dal 2001 è stato oggetto di un generale intervento di restauro che ne ha valorizzato le caratteristiche di spazio culturale.

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