la penisola delle Eccellenze

Di Saula Giusto

E niente: non ne usciamo più da questo clima triste e uggioso, ciliegina sulla torta in negativo di un inverno pandemico insopportabile! Almeno è sempre tempo di coccole! E il mio ‘anti-gelo-coccola’ di oggi è un vino che è stato emblema della rinascita vinicola pugliese degli anni ’90, vessillo della produzione di qualità di una grande azienda: il Nero dei Conti Zecca nel millesimo introvabile 2001. Un vino che conservavo da anni in cantina, acquistato con religioso rispetto agli inizi del gli anni 2000, dopo averlo assaggiato durante una lezione di abbinamento cibo vino (III livello corso Ais), insieme, udite udite, ad un cioccolato Cuore Nero fondente 100%. Folgorata dalla perfezione sorprendente dell’abbinamento improbabile, sono corsa ad acquistarne tre bottiglie!

Il Nero 2001 dei Conti zecca
L’azienda Conti Zecca

Siamo nel meraviglioso Salento, che ci fa sognare l’estate, un territorio meraviglioso, il regno pugliese del Negroamaro, una zona vinicola caratterizzata da estati calde, secche, e grandi brezze marine che spirano sui vigneti, ricco di una grande varietà di suoli: argillosi, rossi, ocra, ciottolosi e ricchi di minerali.

I vigneti
La famiglia Zecca
La storia

La famiglia Zecca si trasferì da Napoli a Leverano, in Salento, nel ‘500. Non si trattava di feudatari, ma di facoltosi agricoltori approdati in Puglia sulla scia di altre famiglie napoletane attirate dalla grande qualità dei terreni. La proprietà assunse particolare rilevanza a partire dal 1935, quando il conte Alcibiade Zecca, attrezzò con lungimiranza la cantina di moderni strumenti e fece di Leverano uno dei centri commerciali più significativi del Salento. Oggi i fratelli Alcibiade, Francesco, Luciano e Mario, al timone della casa vinicola da diversi anni, sono tra i pochissimi agricoltori pugliesi che curano direttamente il ciclo completo del vino, dalla produzione delle uve alla vendita delle bottiglie. Il più immediato obiettivo aziendale consiste nel mantenere intatte, il più possibile, le caratteristiche dell’uva prodotta nella zona e di offrire sul mercato un vino di pregio, con ottimo rapporto qualità-prezzo. Nell’ambito di una selezione clonale molto accurata, la casa vinicola Zecca alterna varietà autoctone atte a fornire materia di altissima qualità, con varietà alloctone particolarmente predisposte a sposarsi con le prime. L’impronta moderna che l’Azienda ha assunto nel recente passato, aprendo le porte a importanti innovazioni tecnologiche relative a tutte le fasi della vinificazione, ha senza dubbio consentito di associare agli aspetti più tradizionali dell’enologia salentina, un’ottica imprenditoriale che ha consentito di ottenere significativi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.

Il Nero
Il Nero

Un’azienda dal passato glorioso, che ha saputo guardare al futuro: il Nero nasce proprio da un’intuizione previdente dei fratelli Zecca che, negli anni Ottanta, decisero di introdurre e di sperimentare nella propria Tenuta Cantalupi cloni scelti di Cabernet Sauvignon.

Clemente Zecca
L’intervista per Wine Soundtrack
Le nuove leve: Clemente Zecca

Qualche tempo fa ho intervistato, inoltre (disponibile e scaricabile come podcast sul sito di Wine Soundtrack – https://www.winesoundtrack.com/it/podcast/racchiudere-il-salento-un-calice ), Clemente Zecca, uno dei figli di Mario, tanto giovane (25 anni!), quanto saggio e lungimirante, che sta lavorando in azienda per trasformare alacremente la produzione verso criteri bio e sostenibili.

Il Nero 2001

Prima annata: ‘97, all’epoca un blend di Negroamaro, Malvasia Nera e Cabernet Sauvignon. Con l’annata ‘98 arrivarono successo e riconoscimenti, grazie alla grande qualità e novità nel panorama enologico regionale: il matrimonio tra l’autoctono Negroamaro (oggi al 70%, con il Cab. Sauvignon al 30%). Permane 18 mesi in barriques di legno francese, 12 mesi in botti di rovere da 30 Hl e almeno 6 mesi in bottiglia.

Rosso scurissimo, impenetrabile, unghia giovanile, tra il rubino ed il granato; un colore ancora molto integro, che prelude ad un grande assaggio.

Anche al naso sorprende per gioventù d’espressione: il frutto è ancora goloso, mora, prugna, marasca mature, cedono poi il passo a sensazioni più ‘adulte’ di sigaro cubano, origano, pino silvestre, radice di liquirizia, cacao in polvere, resina, incenso…e potrei continuare…Un naso complesso, nobile, intrigante, da grande vino maturo, ma non troppo!

Al palato importante, sontuoso, ma raffinato: il gran corpo è reso leggiadro dalla freschezza ancora ben presente, la rispondenza totale, il calore contenuto e i tannini domati ad arte, che rendono la beva un velluto prezioso e gradevolissimo. Il finale è oltremodo lungo e lascia un netto sapore di tabacco dolce e liquirizia, tra il dolce e l’amaro, davvero buono.

Un vino di gran classe!

Per ulteriori info azienda:
https://contizecca.it/