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Il nostro benessere dipende anche dalla conoscenza. Italia ai primi posti per la prevenzione e la ricerca della salute

L’Italia non è solo il Paese del bel vivere, delle eccellenze, dei luoghi straordinari da scoprire e da vivere.

L’Italia è anche la nazione dove al primo posto ci sono la prevenzione per la salute, e con essa le campagne di conoscenza per patologie spesso sottovalutate.

Parliamo oggi di endometriosi. Le iniziative di sensibilizzazione che si tengono ogni anno  hanno l’obiettivo di informare la popolazione sull’endometriosi, una malattia cronica che colpisce 3 milioni di donne italiane in età riproduttiva, e che ha la capacità di impattare in modo negativo sulla vita delle giovani in termini di qualità di vita personale e lavorativa, rischio di ospedalizzazione, danni permanenti, e di infertilità. 

L’endometriosi rappresenta la prima causa di dolore pelvico cronico in donne in età fertile, eppure oggi le pazienti che ne sono affette non hanno tutele sul posto di lavoro dove il difficile equilibrio casa-lavoro, il pendolarismo, lo stress, o il solo fatto di restare sedute per molte ore consecutive possono alimentare i dolori e la sintomatologia dolorosa.

Italo Treno Ntv ha sottoscritto una collaborazione con alcuni professionisti specializzati nei diversi aspetti della patologia, che prevede, tra le altre cose, la possibilità di ospitare in azienda una campagna informativa di sensibilizzazione destinata a lavoratrici e lavoratori.

La campagna ha preso il via nel mese di marzo all’interno dell’azienda Italo, prima azienda italiana a scendere in campo per sensibilizzare i propri dipendenti, e si compone di varie iniziative coordinate dalla dottoressa Marta Giuliani, Psicologa, psicoterapeuta e sessuologa clinica.

La sfida oggi è quella di individuare in modo rapido percorsi diagnostici e terapeutici mirati e preventivi. Il tempo medio per la diagnosi è di circa 9 anni, e secondo il Ministero della Salute in Italia sono affette da endometriosi il 10-15% delle donne in età riproduttiva (1 su 10); la patologia interessa il 30-50% delle donne non fertili o che hanno diicoltà a concepire.

Il miglior approccio terapeutico resta quello multidisciplinare, in cui il ginecologo, lo psicologo ed altre figure specializzate possano lavorare insieme per una visione globale e integrata del benessere della donna.

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