la penisola delle Eccellenze

La cultura del peperoncino nella cucina calabrese non nasce solo dalle peculiarità geografiche e territoriali. E’ risaputo che quando una terra meravigliosa come la Calabria possiede nella sua storia agricola e gastronomica un determinato prodotto, gli uomini nel corso del tempo lo valorizzano, lo fanno proprio, lo trasformano. E naturalmente lo fanno senza mai alterarne la forza, la qualità, le caratteristiche.

Nella cucina calabrese il peperoncino non viene mai usato a caso. Ed esiste inoltre un profondo, straordinario rispetto del cliente, del commensale che potrebbe essere non abituato, al palato, ad un impatto così forte.

I calabresi da cuochi straordinari e attenti ai particolari lo sanno bene. Il peperoncino in cucina è tradizione, è amore, ma non deve mai coprire, non si deve mai permettere che rovini il sapore originario dell’ingrediente protagonista della pietanza.

E così, come vuole la scienza sensoriale, il piccante, il forte, servono a dare corposi a una materia principale che deve stare al primo posto e che nella sua sapidità naturale riceve il “calore benefico” del peperoncino.

Per questa ragione, ritroviamo il peperoncino di Calabria come compagno di viaggio unico nel suo genere in pietanze come la cacciagione dal forte di sapore di sangue e terra, come il pesce azzurro stagionato sotto sale, vedi sarde e acciughe, oppure i salumi e i formaggi che partono da 18 mesi di invecchiamento in poi.

Il peperoncino di Calabria, terra di una Italia da Vivere senza paragoni, ti prende per mano, ti accompagna, ti arrotonda il palato. E il cuoco calabrese ti rispetta, ne mette quel giusto nel piatto per raccontarti la sua terra, senza rovinare il tuo senso del gusto.

Ecco perché nascono prodotti straordinari come la Nduia che è figlia proprio di uno dei matrimoni d’amore più belli di Calabria: la carne di suino nero locale dei Nebrodi e il peperoncino.