Il Tondino del Viterbese Presidio Slow Food: scopriamo il Fagiolo del Purgatorio

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Piccolo, dolce, gustoso, poco farinoso, dalla buona sapidità, dalla rotondità spiccata nella forma: la zona della Tuscia, ovvero la provincia di Viterbo, offre prodotti tipici straordinari, tra cui legumi storici che raccontano i percorsi gastronomici della nostra cultura contadina. Primizie riscoperte negli anni, che arrivano da filiere prestigiose, la cui qualità dimostra ancora una volta che le materie prime della nostra Italia da Vivere non hanno termini di paragone. Scopriamo il fagiolo viterbese dell’Alta Tuscia, il Tondino, detto anche Fagiolo del Purgatorio. Il nome conserva radici profonde: intanto stiamo parlando di un prodotto riconosciuto dal Presidio Slow Food, quindi siamo di fronte a una tipicità da valorizzare, da tutelare e unica nel suo genere. Ottimi per le zuppe, spettacolari con la pasta per primi piatti d’autore, unici negli antipasti caldi e freddi, da soli in piatti vegetariani o accompagnati da carni magari stagionate. I fagioli del Purgatorio, prendono questo nome singolare da una tradizione molto antica, risalente a quasi 500 anni fa che si svolge a Gradoli, piccolo comune dell’areale del lago di Bolsena: “il pranzo del purgatorio” Questa manifestazione si svolge ogni anno il mercoledì delle ceneri, nei capannoni della cantina sociale, e vede partecipare  più di 2000 persone.  Servono 50 quintali di legna ,  il fuoco sarà acceso alle 3 del mattino dai fratelli fuochisti della Fratellanza per preparare il pranzo L’area di coltivazione del Fagiolo del purgatorio di Gradoli è limitata alla sola zona caratterizzata da terreni di origine vulcanica, dei territori dei comuni di Gradoli, Grotte di Castro, Latera, Onano, San Lorenzo Nuovo e Valentano, e la parte sud del fiume Paglia del comune di Acquapendente. Perle della Tuscia vi consiglia: Fagiolo del Purgatorio all’Ortolana. Per ottenere una buona riuscita del prodotto consigliamo di pulire ulteriormente i fagioli, passarli più volte sotto l’acqua corrente, lasciarli in ammollo un’ora, massimo un’ora e mezza, cambiare l’acqua e mettere in acqua fredda a cuocere: i legumi non devono essere salati nella bollitura altrimenti la buccia si spaccherà e la polpa sarà dura.

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