RUBRICHE

Ischia Doc: gli straordinari vini isolani

L’ Ischia DOC si trova nell’omonima isola, la più grande del gruppo flegreo. 

Il suo patrimonio viticolo risale al 700 aC, e in epoca romana l’isola era chiamata Enaria, che significa terra della vite. Ischia è diventata la seconda DOC italiana per vino nel 1966, a testimonianza della sua reputazione di qualità.

I vini DOC che portano il nome dell’isola sono realizzati in sette diversi e numerosi stili. L’isola è rinomata soprattutto per i suoi bianchi, prodotti da Biancolella , un’uva esclusiva di Ischia.

Le uve migliori provengono da vigneti coltivati ​​su terrazzamenti che si trovano sulle ripide pendici del Monte Epomeo. La raccolta dei frutti avviene spostandosi da un terrazzo all’altro utilizzando un carrello a cremagliera che scorre su una monorotaia. Anche Forastera (alias Uva dell’Isola) gioca un ruolo importante, conferendo ai vini bianchi un carattere secco e fresco.

L’Ischia Bianco è prodotto dal 30-55% di Biancolella e dal 45-75% di Forastera. Può essere aggiunto un massimo del 15 per cento di altre uve bianche. I vini si caratterizzano per il loro ampio corpo, freschezza e sottili note fruttate e floreali. Esiste anche un bianco superiore , che richiede una gradazione alcolica superiore. Le stesse percentuali varietali si applicano agli spumanti.

I vini bianchi con etichetta varietale possono essere ottenuti da Biancolella e Forastera. L’uva nominata deve rappresentare almeno l’85 percento della miscela.

I rossi sono dominati dalle uve Guarnaccia (Cannonau/ Grenache ) e Piedirosso (quest’ultimo localmente noto come Pèr e Palummo). Ciascuno può contribuire con il 40-50 per cento della miscela di un Ischia Rosso. Barbera e pochi altri rappresentano fino al 15 per cento.

I vini prodotti da Piedirosso tendono ad avere buoni tannini e gradazione alcolica. Man mano che maturano, assumono note fragranti di viola con alcune sfumature di selvaggina.

I vini rossi dell’etichetta varietale possono essere ottenuti (almeno per l’85%) da questo vitigno. Il dolce, rosso Ischia Passito è anche a base di Piedirosso, con la stessa percentuale minima.

I terreni sono ben drenati, fertili di tufo verde vulcanico o tufo verde. Anche le fresche brezze marine e la relativa altitudine (più di 180 metri o 600 piedi) promuovono la qualità dei vini.

POTREBBE INTERESSARTI