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Istituto Archeologico Germanico di Roma: l’Italia torna a essere capitale del mondo della cultura

Sono in dirittura d’arrivo i lavori di ristrutturazione della sede originaria dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma.

Il progetto da 26 milioni di euro, irmato dallo studio Insula architettura e ingegneria srl con Wenzel+Wenzel e Bollinger+-Grohmann, coordinati dall’impresa Pasqualucci, un team italo-tedesco, consentirà a una delle biblioteche archeologiche più importanti al mondo di tornare nella sua casa entro la fine dell’anno.

Roma, la sede più antica tra tutti i D.A.I. (Deutsches Archaeologisches Institut) sparsi nel mondo, trarrà dall’evento un’indubbia valorizzazione culturale.

Vi sono conservate 1300 riviste e circa 240.000 volumi, tra cui copie originali di Giambattista Piranesi e diverse edizioni delle opere di J. J. Winckelmann.

Roma è l’unica capitale a ospitare accademie e più di 70 istituti di cultura stranieri. L’Istituto Archeologico Germanico costituisce un punto di riferimento culturale mondiale per gli studiosi della disciplina.

Le origini del D.A.I. rimandano all’Istituto di Corrispondenza Archeologica fondato a Roma nel 1829, mentre la sede di via Sardegna fu realizzata nel 1962 dall’impresa Pasqualucci, la stessa che coordina l’attuale team di lavoro.

L’intento dei fondatori, ha spiegato il direttore del D.A.I. Ortwin Dally, era dare vita a una comunità archeologica europea, ben prima che venisse realizzata dalla Ue, mettendo in comunicazione i membri corrispondenti di tutta Europa per collegare le notizie sui nuovi scavi.

La ristrutturazione è nata dalla necessità di rispettare i criteri antisismici e le mutate esigenze funzionali dell’istituto.

La struttura presenta una pianta rettangolare e si sviluppa su 5 piani più un attico e 2 piani interrati, per una supericie di 6.000 metri quadri. Diverse le funzioni assolte: la biblioteca, su 4 livelli; 3 sale di lettura; un deposito libri; una fototeca con 300 mila immagini e 200 mila negativi; una sala conferenza da 150 posti; la biblioteca Platneriana con 6.000 volumi, utilizzabile per conferenze da 50 posti; uno spazio espositivo; 35 uici per una cinquantina di addetti; una foresteria per 8 borsisti; un alloggio per il custode, un garage interrato; un piccolo giardino e una terrazza.

Il p. m. dell’ufficio federale per l’edilizia e la pianiicazione territoriale, BBR, Annette Landgraf, ha posto l’accento su quanto il progetto di Insula riprenda lo spirito dell’ediicio progettato in base ai principi dell’architettura tedesca del dopoguerra. L’architetto Eugenio Cipollone, co-fondatore di Insula, ha sottolineato il recupero e il reimpiego dei pregiati materiali di pavimentazione e rivestimento.

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