la penisola delle Eccellenze

La bandiera italiana ha una data ufficiale di nascita, è il 7 gennaio 1797 e anche un luogo di nascita ben preciso: Reggio Emilia.
Ecco che il 7 gennaio si celebra la Giornata Nazionale della Bandiera Italiana (istituita il 31 dicembre 1996 con la legge nº 671).
La bandiera italiana è molto simile dalla bandiera francese perché è da essa che deriva. Questo spiega anche perché la bandiera italiana assomiglia tanto alla bandiera messicana: anche questa si ispira a quella francese.
Nel 1794 due studenti dell’università di Bologna –  Luigi Zamboni e Giovanni Battista de Rolandis – furono i primi ad accostare in una coccarda i tre colori bianco, rosso e verde modificando quella francese.
Ma vediamo il significato dei colori della bandiera italiana. Il bianco e il rosso dovevano ricordare il colore delle rispettive città d’origine (Bologna e Castell’Alfero – Asti), il verde era il colore della speranza. In questo caso la speranza di restituire l’indipendenza al Comune di Bologna. Speranza ben presto infranta, perché i due giovani patrioti furono scoperti e giustiziati.

Italian flag

Rosso, bianco e verde furono poi adottati dal Bonaparte per distinguere i soldati italiani all’interno dell’esercito napoleonico durante la campagna d’Italia. Fu lo Napoleone stesso a riconoscere il legame con Zamboni e de Rolandinis: Fu così che Il 9 ottobre 1796 la legione Italiana riceve la coccarda tricolore dallo stesso Napoleone.
Colori che furono ben accetti anche perché ricordavano il verde delle uniformi della Guardia Civica milanese e i colori dello stemma comunale di Milano (croce rossa in campo bianco).
Quindi una bandiera nuova, ispirata a quella francese, ma con colori che, nel significato, avessero comunque un legame con la storia italiana.

Monumento Nazionale a Vittorio Emanuele II at dawn with light trails

Torniamo quindi a quel 7 gennaio 1797. Quel giorno il Parlamento della Repubblica Cispadana stabilì ufficialmente: In quel periodo furono molte gli stati che adottarono lo stesso tipo di bandiera – tre fasce verticali della stessa dimensione – ma con una diversa variante di colore.
Quando nel 1814 Napoleone fu sconfitto, il tricolore fu ufficialmente messo da parte. La bandiera tricolore era però molto sentita e veniva utilizzata durante i moti rivoluzionari del Risorgimento.
Tornò in via ufficiale nel 1848 come bandiera del Regno di Sardegna, I Savoia aggiunsero nel mezzo il loro stemma – bordato di azzurro. Bandiera che, dopo l’unificazione, divenne anche la bandiera del Regno d’Italia. Successivamente con il passaggio dell’Italia da monarchia a repubblica la bandiera rimane, ma viene, ovviamente, eliminato lo stemma dei monarchico.
La bandiera qui sopra è una bandiera dal grande valore storico, perché è quella che nel 1921 avvolse la bara del milite ignoto.
Il tricolore venne indicato ufficialmente come bandiera nazionale della Repubblica Italiana il 27 dicembre 1947 con l’articolo 12 della Costituzione.
Nasce dal discorso che fece Carducci in occasione del centenario della nascita della bandiera italiana. Il poeta paragonò, infatti, il tricolore a “le nevi delle alpi, l’aprile delle valli, le fiamme dei vulcani”.
I colori della bandiera italiana hanno anche un significato religioso legato alle tre virtù teologali fede, speranza e carità. L’accostamento tra virtù e colori è di facile intuizione: il bianco è la fede, il verde la speranza e il rosso la carità.