la penisola delle Eccellenze

Negli anni ’70 i Lombardo, nelle campagne di San Cataldo e Caltanissetta, erano mezzadri. Un duro lavoro che ha permesso loro di rendersi autonomi, comprare i primi ettari di vigneti, fare vino sfuso anche da uve comprate, coltivare uva da tavola. Nel 2005 i fratelli si separano, Giuseppe si mette in proprio e realizza la sua cantina con moderna concezione. Nel frattempo era già affiancato dai figli Gianfranco, Salvatore e Roberto, che oggi, scomparso il padre, si occupano rispettivamente dell’agronomia e commercializzazione e della campagna e della cantina.

Oggi sono 30 gli ettari di vigneti da vino, 3 quelli dedicati all’uva da tavola, 2 di uliveti. Le varietà sono principalmente autoctone: Nero d’Avola in maggioranza, poi Catarratto, Grillo e Moscato bianco. La coltivazione non è biologica ma integrata e sostenibile, quindi non si effettuano diserbi; la concimazione è solo organica, i pochissimi trattamenti, di zolfo e rame (quest’ultimo ai minimi termini in quanto potrebbe danneggiare i profumi del vino), vengono utilizzati solo quando si ritengono strettamente indispensabili. Terreni ad un’altitudine compresa tra i 550 e 650 metri sopra il livello del mare, molto ricchi di calcare e soggetti a forti escursioni termiche… Insomma, terroir e condizioni fito-meteorologica ideali per dar vita a grandi vini.

Two glasses of wine and italian snacks with amazing view at sunset in Italy.

Le bottiglie sono 120mila, in forte crescita però. Fin dal primo anno la cantina ha partecipato alle più importanti fiere internazionali di settore e ai concorsi. Le bottiglie destinate all’export si aggirano intorno al 70% della produzione totale; l’eccedenza è venduta sfusa in un punto vendita di proprietà in paese: questo significa che non sono costretti a svendere il frutto del loro competente lavoro, guidato – specie in cantina – dall’enologo Tonino Guzzo. I Lombardo sono riusciti anche a realizzare un grande e panoramico fabbricato grazie ad un accurato restauro che ha valorizzato la muratura in pietra e un piccolo vecchio palmento chiamato “Sua Altezza” (come il loro spumante). Qui si effettuano degustazioni anche accompagnate da spuntini particolari.

Gianfranco, che alle spalle ha un’esperienza di oltre 15 anni di lavoro in una delle più note ed apprezzate cantine siciliane, ha idee particolari. «I vini che facciamo la gente se li deve ricordare oltre che apprezzarli mentre li assaggia, sono i clienti che li vengono a cercare, non siamo noi a doverli inseguire, il nostro intento è riuscire ad estrarre dal vitigno le sue migliori caratteristiche. Anche se piccoli, riusciamo ad accompagnare al meglio tutte le portate anche di un grande pranzo, dallo spumante fino ad arrivare al passito».

Delle 9 etichette degustiamo Nero d’Altura 2017 Doc Sicilia Nero d’Avola e Bianco d’Altura 2019 Doc Sicilia Catarratto.

Il Nero è ricavato a mano a perfetta maturazione da vigne a 600 metri in terreni argillo-calcarei, con spettacolari tendoni di vecchie viti. Specifichiamo che il tendone per il Nero d’Avola – antica caratteristica di questi territori in provincia di Caltanissetta – ha il pregio di coprire i grappoli riparandoli dalla forte insolazione, li rinfresca e permette una maturazione più graduale e lenta.

In cantina lunga macero-fermentazione con lieviti selezionati, matura in acciaio termocondizionato per 6 mesi, poi un anno in barrique di quarto passaggio e altri 6 mesi in bottiglia. Versato nel calice, il colore è rubino scuro con riflessi vivacemente viola; all’olfatto colpisce il vasto cesto di frutta rossa fresca e sotto spirito: dalla ciliegia al lampone fino alla prugna, accompagnate da note piacevolmente balsamiche di liquirizia, pepe nero, cioccolato, tabacco. Insomma, un vino complesso, che incuriosisce, fine e perfettamente franco; in bocca una rotonda armonia acido-tannica, i sentori nasali che si ripresentano vivaci, una copiosa struttura ed un finale che lascia il palato desideroso di berne ancora. Uno splendido Nero d’Avola che accompagna le carni e i salumi. Sono 25mila bottiglie, in enoteca si può acquistare a 13 euro, un prezzo invitante.

Il Bianco d’Altura deriva da Catarratto da oltre 600 metri, vinificazione e affinamento in acciaio, non svolge malolattica come i tanti bianchi curati da Guzzo, in bottiglia almeno 3 mesi. Nel bicchiere, un colore giallo paglierino con riflessi verdolini; al naso trionfa la frutta: mango, ananas, litchi, frutto della passione e pesca dominano un sottofondo agrumato che lo completa, franchissimo; al palato spicca una salivante sapidità che accompagna la fragranza olfattiva e un’acidità che rinfresca la struttura notevole. Un Catarratto di personalità, perfetto con i formaggi più stagionati e pesci sul grasso. Sono 20mila bottiglie, in enoteca si può acquistare a 11 euro.

Dopo la riserva, due prodotti top dell’azienda, dai prezzi onestissimi ed effettivamente che non si dimenticano facilmente, anzi.