La natura di Tindari mare e montagne in un matrimonio d’amore tutto da raccontare

The sanctuary and the beach in Tindari, Sicily

Una località dalla bellezza incredibile che sorge su uno dei promontori più suggestivi d’Italia. Siamo a Tindari, Sicilia, dove le montagne si affacciano sul mare in uno spettacolo naturale unico al mondo. La natura è capace di regalare emozioni uniche a Tindari, perla della nostra Italia da Vivere. Da una parte i Nebrodi, il polmone verde della Sicilia, dall’altra un mare meraviglioso, azzurro, limpido. Siamo nella parte settentrionale dell’isola. I Nebrodi rappresentano la catena montuosa a picco sul mare come una splendida terrazza. Lì, mentre ti affacci da un balcone naturale unico nel suo genere, c’è lo stretto di Messina, puoi vedere una lingua di sabbia che racchiude diversi specchi d’acqua. L’assetto della sabbia muta a seconda dell’azione delle mareggiate e altera in continuazione l’aspetto della spiaggia, nota come spiaggia di Marinello, sulla quale circolano da secoli, antiche leggende. Nella spiaggia c’è anche una grotta che, sempre secondo un’antica leggenda, è popolata da una maga che adescava i marinai con il proprio canto per poi mangiarseli. I fori alle pareti, sono gli affondi delle dita della maga, infuriata quando i marinai riuscivano a fuggire. Mito, mare, archeologia e antiche leggende: tutto questo è Tindari, in provincia di Messina. Situata su un promontorio dei monti Nebrodi nella Sicilia settentrionale, si affaccia sul golfo di Patti e gode di un panorama mozzafiato. Un luogo talmente bello da avere inspirato Andrea Camilleri per un episodio del Commissario Montalbano. Tindari ha un passato glorioso: fu fondata da Dionisio di Siracusa come colonia di mercenari siracusani e prese il nome da Tyndaris, in onore del mitico re di Sparta. Da non perdere il santuario di Tindari, posizionato in luogo altamente suggestivo, al culmine di un promontorio a strapiombo. Anticamente qui sorgeva l’acropoli della città. Oggi, il simbolo del santuario è la statua della Madonna Nera, tutta in legno di cedro, probabilmente giunta a Tindari in seguito all’esplosione dell’iconoclastia. Tipico esempio di arte africana e orientale, la Madonna è raffigurata come “Regina in trono”, e regge in braccio Gesù Bambino. E nella base della statua una citazione del Cantico dei Cantici “Nigra sum sed formosa”, sono bruna, ma bella.

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