La Puglia, i suoi miti e le sue leggende italiche: terra dei lupi mannari

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In questi ultimi periodi si nota nella gente un certo interesse verso le storie di cronaca nera e soprattutto verso situazioni che appartengono al mondo dell’occulto. Queste storie stimolando la fantasia e tenendo alta la tensione, incuriosiscono e affascinano persone di tutte le età. Nell’immaginario collettivo i lupi mannari hanno fatto sempre paura e di storie che hanno loro protagonisti se ne raccontano a centinaia. Puglia e Salento:antiche leggende e credenze del Sud che potrebbero interessare i più temerari, stupire i curiosi. La Puglia infatti è terra di lupi mannari. Pare anzi che la licantropia abbia avuto origine proprio qui. “Licantropo” deriva da Licaone, re dell’Arcadia, padre di cinquanta figli, tra cui Peucezio. Quest’ultimo venuto in Italia, diede il nome al territorio pugliese, da lui chiamato appunto Peucezia. Secondo la leggenda, Licaone venne trasformato in lupo per aver sacrificato empiamente a Zeus uno dei suoi figli.E si dice che egli proprio in Puglia, perduta l’originaria identità, abbia assunto le due nature, una bestiale, l’altra umana. Oggi sappiamo che la licantropia è una malattia della sfera psicopatologica, assimilabile all’isteria. Tuttavia in passato, questa malattia era considerata «il morbo del diavolo». Infatti per leggenda, si credeva che i nati tra il 24 e il 25 dicembre ereditassero la doppia natura, perché nella notte di Natale non si ammetteva che potessero nascere altre creature oltre Cristo. E siccome di licantropia si ammalavano solo gli uomini, coloro che nella fatidica notte diventavano padri di un maschietto dovevano esorcizzare il neonato. Nel Leccese, il padre dello sventurato bambino a mezzanotte saliva sul tetto e gridava: «È natu nu’ stregone alla casa mia» («È nato uno stregone in casa mia»} e così il vento avrebbe portato via ciò che era stato gridato. In altre zone vi erano rituali più cruenti: per tre notti di seguito il padre lambiva con un tizzone i piedi del neonato, tracciando segni di croce, oppure passava il bimbo davanti ad un forno acceso in modo che fosse irradiato dal calore e dalla luce. Di licantropia si poteva guarire, con mezzi magici naturalmente. Il modo più efficace era quello di ferire alla fronte il lupo mannaro durante la crisi poiché si credeva che con il sangue infetto sarebbero usciti anche gli spiriti maligni. Insomma, al di là della leggenda, resta il fatto che la terra di Puglia non finisce mai di stupire. Gli amanti del brivido troveranno in questa regione molti stimoli per intraprendere nuove affascinanti avventure, fosse anche solo con la fantasia.

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