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La Torino di ieri, la Torino di oggi: il fascino, la storia, la modernità

La Torino di ieri, la Torino di oggi. Quella del secolo scorso si identificava nell’immaginario collettivo con la Fiat, come una sorta di Detroit europea, operosa e decadente, mentre la città del terzo millennio è tutta un’altra storia: polo universitario e culturale, città d’arte, terreno di sperimentazione di nuove tendenze.

Una città che si è preoccupata non solo di restaurare e conservare il suo magnifico centro storico e le residenze sabaude, ma si è rigenerata recuperando, valorizzando e riempiendo di nuovi contenuti le sue ex fabbriche, facendone un trait-d’union tra centro e periferie.

A cominciare dal celeberrimo Lingotto, il grande stabilimento Fiat dove è stata introdotta per la prima volta in Italia la catena di montaggio e che ha prodotto auto storiche come la Balilla e la Topolino.

Chiuso nel 1982, è stato trasformato da Renzo Piano in un moderno centro polifunzionale che ospita un’area commerciale, un hotel, un cinema multisala, una sede del Politecnico e un centro fiere. 

La struttura ha conservato al suo interno la storica pista a elica, ora utilizzata come rampa, mentre sul tetto si trova ancora oggi la pista di collaudo delle automobili.

Qui sono stati costruiti lo Scrigno, pinacoteca che custodisce 25 capolavori della collezione appartenuta a Giovanni e Marella Agnelli (tra cui Canova, Tiepolo, Canaletto, Matisse, Modigliani, Renoir e Picasso) e l’iconica Bolla, una grande cupola in cristallo e acciaio sospesa a 40 metri di altezza, che racchiude una piccola sala panoramica che ospita incontri ed eventi.

Accanto, il vecchio stabilimento dove si produceva il vermouth Carpano è oggi la sede di Eataly con, al primo piano, un piccolo museo che racconta la storia dell’aperitivo più famoso di Torino.

A poche centinaia di metri, tra via Nizza e il Po, c’è il Museo Nazionale dell’Automobile, nato negli anni Trenta, ristrutturato e ampliato nel 2011 con un avveniristico progetto dell’architetto Cino Zucchi. Nei suoi oltre 11mila metri quadri allestiti dallo scenografo François Conino si possono ammirare 200 auto di 85 diverse marche, tra cui l’Itala del 1909 Palombella della regina Margherita, l’Isotta Fraschini di Rodolfo Valentino e la Cisitalia 202 del 1948, esposta al MOMA di New York come una delle sei più belle vetture del mondo. 

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