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La Trento contemporanea e la Trento storica: viaggio in due mondi che si abbracciano e si intersecano alla perfezione

Nel cuore della Trento da vivere, da gustare, da amare, non ci sono solo i percorsi enogastronomici e le montagne. Il primo passo da compiere è scoprire i simboli di una meta meravigliosa. Partiamo da piazza del Duomo, con la cattedrale romanica di San Vigilio, Palazzo Pretorio e la Torre Civica, che scandisce il ritmo della città con il rintocco delle sue campane. 

Sul lato opposto alla basilica, le belle facciate afrescate delle cinquecentesche case Cazui-Rella e Palazzo Balduini. Quindi, proseguendo lungo via Belenzani, una silata di eleganti palazzi rinascimentali tra cui Palazzo Thun, Palazzo Geremia e Palazzo Quetta Alberti-Colico.

Ma l’edificio simbolo di Trento è il Castello del Buonconsiglio, dal XIII secolo alla ine del XVIII residenza dei principi vescovi.

Composto da edifici di epoca diversa racchiusi da una cinta muraria, custodisce nella Torre dell’Aquila uno dei più affascinanti esempi di pittura profana del tardo medioevo: il Ciclo dei Mesi.

Sorprendente la visita allo Spazio Archeologico Sotterraneo, un’area di 1700 metri quadri sotto piazza Cesare Battisti dove è conservata una porzione dell’antica Tridentum, con le abitazioni, i pavimenti a mosaico e la più sofisticata ingegneria romana.

Per scoprire la Trento contemporanea bisogna invece raggiungere il quartiere delle Albere, progetto di architettura sostenibile firmato da Renzo Piano, con le sue costruzioni in bambù, acciaio e vetro, e il Muse, l’interattivo Museo delle scienze. Al futuro pensano i ricercatori della Fbk, la Fondazione Bruno Kessler, ente dedicato alla tecnologia, all’innovazione e alle scienze umane e sociali. Ancora una volta al top.

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